Lecornu teme che la protesta studentesca si estenda al governo
Il premier francese Lecornu teme che la protesta studentesca si estenda al governo, in un contesto di crisi economica e sociale.
Il premier francese Sébastien Lecornu ha espresso preoccupazione per il rischio che la protesta degli studenti si trasformi in un movimento più ampio contro il governo. Dopo giorni di scontri e blocchi davanti agli istituti, Lecornu ha aperto al dialogo con i liceali, ma non ha ancora annunciato nuove risorse per le scuole. La protesta, che si svolge alla vigilia di una nuova giornata di mobilitazione, si colloca in un contesto di crisi economica, con il caro vita, la crisi agricola e la legge di bilancio che potrebbe riaprire lo scontro politico.
La sovrapposizione delle crisi
Lecornu ha parlato della «sovrapposizione delle crisi», citando la mobilitazione dei liceali, la crisi agricola e il calo del potere d’acquisto legato all’aumento dei prezzi dell’energia. Il governo ha anche annunciato dieci milioni di barili di gasolio provenienti dalle riserve strategiche da vendere ai distributori «al prezzo di costo», con l’obiettivo di ridurre il prezzo alla pompa di 12-18 centesimi al litro. Inoltre, ha chiesto a EDF di sfruttare al massimo la capacità produttiva per evitare aumenti delle bollette elettriche durante l’inverno.
Le richieste più concrete dei manifestanti riguardano la ristrutturazione degli edifici scolastici, la sostituzione degli insegnanti assenti e migliori condizioni di lavoro per il personale della scuola. Su questi punti, Lecornu non ha annunciato nuove risorse immediate. «In passato ci sono state troppe promesse che non sono state mantenute, semplicemente perché non erano sostenibili. Quello che voglio sono risposte concrete, rapide e quindi finanziate», ha spiegato.
Un dialogo non sufficiente
Il governo conta sull’aumento di 1,2 miliardi di euro previsto per l’istruzione nella legge di bilancio, anche se il dato è già oggetto di polemica: il ministero ha ammesso che si tratta di un aumento in valore nominale e di una sostanziale stabilità in termini reali. La piattaforma di dialogo aperta dal ministero dell’Educazione ha raccolto finora oltre 40mila contributi. Il cambio di tono non coincide però con un cambio di linea. A sinistra, l’apertura di Lecornu è stata giudicata insufficiente. Il coordinatore di La France insoumise Manuel Bompard ha accusato il premier di non aver annunciato «una sola misura concreta», mentre l’ecologista Marine Tondelier ha parlato dei rischi di una «convergenza delle lotte», mettendo sullo stesso piano le rivendicazioni degli studenti, quelle degli agricoltori e il malcontento per i prezzi del carburante.
Il governo cerca così di evitare che la protesta dei liceali diventi il punto di confluenza di tensioni diverse. Resta però il fronte della sicurezza. Dopo gli scontri dei giorni scorsi, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato la sospensione dell’uso delle granate assordanti durante le proteste, una delle quali aveva già provocato gravi conseguenze a un liceale. Lecornu ha assicurato che le forze dell’ordine «non hanno ricevuto istruzioni di affrontare i liceali».
Mercoledì, inoltre, è stata aperta un’indagine dopo il ferimento alla testa di un diciassettenne davanti a un liceo di Marsiglia: immagini diffuse sui social mostrano un agente colpirlo con il manganello e l’inchiesta è stata affidata all’Inspection générale de la police nationale. Lecornu ha chiesto «il patriottismo di ciascuno» per trovare un compromesso ed evitare un nuovo episodio di instabilità politica e finanziaria.
