Il Concordato Preventivo Biennale si rafforza con nuove misure e maggiore efficacia

Il Concordato Preventivo Biennale si rafforza con nuove misure e maggiore efficacia, sottolineate da Elbano de Nuccio e altri esperti.

Il Concordato Preventivo Biennale si rafforza grazie a nuove misure e un restyling che ne aumenta l’efficacia, come sottolineato dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, durante un webinar organizzato dalla Fondazione nazionale dei commercialisti. L’evento, partecipato da 3.500 professionisti da tutta Italia, ha visto la presenza del Viceministro dell’Economia Maurizio Leo, del direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone e del Vicepresidente del Consiglio nazionale dei commercialisti con delega alla fiscalità Vincenzo Moretta. De Nuccio ha evidenziato come il CPB, strumento di pianificazione fiscale, abbia visto interventi di restyling che migliorano e amplificano i suoi effetti positivi per imprese, contribuenti e erario.

Un’evoluzione per un rapporto più sereno

Le misure introdotte nel CPB, ha spiegato de Nuccio, riducono i timori relativi all’impianto sanzionatorio e offrono maggiore flessibilità sulle cause di esclusione, decadenza e cessazione. Questo ha reso l’istituto “particolarmente appetibile” per i titolari di partita Iva, che possono operare in maggiore serenità nel rapporto con l’amministrazione finanziaria. Il primo biennio ha fatto emergere 38 miliardi di imponibile in più rispetto al 2022, pari a una crescita del 20%.

Un cambio di paradigma nel rapporto fisco-contribuente

Il CPB, ha continuato de Nuccio, rappresenta un cambio di paradigma nel rapporto tra fisco e contribuente. I commercialisti, in questo contesto, assumono una funzione di garanti della legalità, non solo come intermediari, ma come attori chiave nel promuovere una collaborazione tra amministrazione finanziaria e cittadino. Non siamo più solo intermediari, ma abbiamo un ruolo specifico nel portare avanti la nuova filosofia che deve accompagnare il rapporto fisco-contribuente.

Il Viceministro Leo ha sottolineato come l’istituto abbia visto un’adeguata determinazione forfettaria, che permette al contribuente di valutare con attenzione l’istituto. “L’Agenzia delle Entrate non è e non può essere considerata una controparte, ma una pubblica amministrazione al servizio del cittadino e del professionista”, ha affermato Carbone, che ha parlato della necessità di un confronto reale e trasparente tra Agenzia e commercialisti. L’investimento dell’Agenzia per rendere il CPB sempre più fruibile e di facile applicazione è stato riconosciuto come un impegno variegato, che include l’adeguamento dei modelli di dichiarazione e l’implementazione del software per il calcolo delle proposte. La circolare numero otto dell’Agenzia, recentemente emanata, ha riassunto e superato le precedenti interpretazioni, offrendo una base chiara per l’applicazione del CPB. “Il CPB non va letto come un’eccezione e dobbiamo anche superare la logica del regime opzionale”, ha concluso Carbone, sottolineando l’importanza di far rientrare l’istituto all’interno delle normali logiche di funzionamento delle dinamiche dichiarative.

  • Il CPB ha visto un incremento del 20% nel primo biennio rispetto al 2022.
  • Le misure introdotte riducono i timori sanzionatori e aumentano la flessibilità.
  • I commercialisti assumono un ruolo chiave nel promuovere la collaborazione tra fisco e contribuente.

Con l’obiettivo di uscire dalla contrapposizione tra sostenitori e critici, il CPB si presenta come un’opportunità concreta per il sistema economico nazionale, con un’efficacia che si rafforza grazie al restyling e alle nuove misure. L’esperienza maturata e le modifiche intervenute hanno contribuito a modificare il quadro, aprendo la strada a una nuova prospettiva su un istituto che, se ben utilizzato, può diventare un pilastro della pianificazione fiscale in Italia.