L’Ucraina in Europa? Sì, ma non il suo grano. I nuovi Stati UE saranno “osservati speciali” per 15 anni
La Commissione Ue propone nuove clausole per tutelare l’Unione dagli effetti dell’allargamento, con misure su agricoltura e salvaguardie politiche.
L’Ucraina potrebbe entrare nell’Unione europea, ma non tutti i suoi prodotti agricoli saranno accettati. I nuovi Stati membri potrebbero restare “osservati speciali” per 15 anni dopo l’adesione, con la possibilità di sospensione del diritto di voto in sede UE in caso di gravi violazioni dei valori fondamentali. La Commissione europea ha presentato oggi proposte per tutelare l’Unione dagli effetti collaterali dell’allargamento, con misure che riguardano l’agricoltura e la salvaguardia politica.
Salvaguardie per proteggere l’Unione
La Commissione propone nuove clausole di salvaguardia per proteggere l’Unione dagli effetti dell’allargamento. I nuovi Stati membri potrebbero restare “osservati speciali” per 15 anni, con la possibilità di sospensione del diritto di voto in sede UE in caso di gravi violazioni dei valori fondamentali. Queste misure sono state presentate per rispondere ai timori di governi e opinioni pubbliche europee in vista dell’allargamento. La Commissione ha ribadito l’importanza “geostrategica” del processo di allargamento, ma ha rassicurato che il processo resterà sempre “basato sul merito”. La candidatura di ciascun Paese potrà avanzare solo se progrediranno le necessarie riforme interne. La Commissione propone anche un’“integrazione graduale” per avvicinare i Paesi candidati all’UE, con accesso a programmi comuni come l’Erasmus e lavoro con agenzie come Frontex.
Restrizioni per i prodotti agricoli
La Commissione ha anche proposto meccanismi mirati per proteggere il mercato UE da prodotti agricoli sensibili provenienti da nuovi Paesi. I nuovi Stati potrebbero essere tagliati fuori almeno per alcuni anni dal sistema di sussidi UE e dal libero accesso al mercato unico. Queste misure sono pensate per rispondere ai timori degli agricoltori europei, soprattutto italiani, francesi e polacchi, per la possibile “invasione” di grano e altri cereali a prezzi bassi dall’Ucraina. La Commissaria all’Allargamento Marta Kos ha spiegato che l’obiettivo è proteggere gli Stati membri e aiutare Kiev a riguadagnare i suoi tradizionali mercati di export. La Commissione ha anche ribadito che si tratta di una mossa geostrategica, con l’obiettivo di ripristinare la situazione in cui la maggior parte dei prodotti agricoli ucraini andavano verso il Nordafrica.
Strumenti di salvaguardia in caso di deriva anti-democratica
La Commissione propone una nuova clausola di salvaguardia nei Trattati di adesione, che permetta all’UE di azionare il “freno d’emergenza” in caso di deriva anti-democratica. Questo strumento potrebbe essere attivato da un governo membro o dalla Commissione stessa, ma solo in caso di gravi violazioni dei principi fondamentali UE. In tal caso si aprirebbe la strada a contromisure “mirate e proporzionate”, come la sospensione del diritto di voto in Consiglio UE.
Le fonti UE hanno chiarito che si tratta di uno strumento d’emergenza, da attivarsi solo nel caso vadano “drammaticamente male”. La Commissaria Marta Kos ha rassicurato che tutti gli Stati membri godranno degli stessi diritti, senza distinzioni tra Paesi di Serie A e B. La Commissione attende di capire come le proposte verranno accolte dai 27 Stati membri e dai Paesi che vorrebbero presto diventare membri.
