Moussa Sangare ritratta l’omicidio di Sharon Verzeni, dichiara di aver paura del suo assassino

Colpo di scena in tribunale: Sangare, reo confesso, ritratta l’omicidio di Sharon Verzeni e rivela di temere l’assassino

Moussa Sangare ritratta l'omicidio di Sharon Verzeni, dichiara di aver paura del suo assassino
Moussa Sangare ritratta l’omicidio di Sharon Verzeni, dichiara di aver paura del suo…

Il processo per l’omicidio di Sharon Verzeni ha registrato un colpo di scena durante l’udienza di conferimento dell’incarico per la perizia psichiatrica a Moussa Sangare, reo confesso dell’omicidio avvenuto a Terno d’Isola nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024. Durante l’udienza, il 31enne Sangare ha rilasciato dichiarazioni inaspettate, affermando di non essere stato lui ad aver ucciso la ragazza e di temere l’assassino. L’evento si è svolto a Bergamo il 18 marzo 2025.

Una ritrattazione inaspettata

Sangare, mentre veniva condotto in tribunale, ha espresso dichiarazioni confuse e incoerenti, che hanno lasciato gli avvocati e i familiari della vittima esterrefatti. Ha affermato di non aver ucciso Sharon Verzeni e di aver nascosto il coltello usato per l’omicidio, gettando i vestiti nel fiume per paura di essere individuato dall’assassino. “Non ci sono prove che sia stato io a uccidere Sharon”, ha detto, aggiungendo di aver agito per paura e di non aver dormito per tre giorni in caserma.

Le dichiarazioni di Sangare, se confermate, potrebbero portare a un cambio di rotta nel processo, ma restano da verificare. L’ipotesi di una instabilità mentale, se confermata, potrebbe essere un elemento a favore della sua difesa, ma al tempo stesso potrebbe essere vista come una prova di lucidità.

Reazioni dei familiari e del legale

Le parole di Sangare hanno suscitato reazioni forti da parte dei genitori della vittima, presenti in aula. Hanno espresso indignazione, accusando il reo confesso di coraggio e sfrontatezza nel dire quelle che considerano falsità. L’avvocato della famiglia Verzeni, Luigi Scudieri, ha però visto nella ritrattazione una dimostrazione di lucidità da parte di Sangare. “Ha dimostrato lucidità”, ha commentato Scudieri, sottolineando che la ritrattazione circostanziata potrebbe essere un elemento a favore della sua difesa.

La perizia psichiatrica, affidata alla dottoressa Giuseppina Paulillo, avrà un periodo di 90 giorni per effettuare l’analisi. L’udienza successiva è fissata al 22 settembre, quando sarà depositata la relazione. La perizia potrebbe influenzare significativamente il corso del processo, con Sangare che rischia l’ergastolo.

La situazione rimane in sospeso, con l’attenzione concentrata sulla prossima udienza. Le dichiarazioni di Sangare potrebbero cambiare il corso del processo, ma restano da verificare. La perizia psichiatrica sarà decisiva per comprendere se l’uomo sia in grado di comprendere le sue azioni o se abbia una condizione mentale che lo renda responsabile.

La ritrattazione di Sangare potrebbe essere un elemento a favore della sua difesa, ma anche un boomerang. Il legale della famiglia Verzeni ha sottolineato che la lucidità dimostrata potrebbe essere un punto a favore per il processo, ma al tempo stesso potrebbe essere vista come una prova di consapevolezza.

Il processo per l’omicidio di Sharon Verzeni continua a seguire un percorso inaspettato, con l’attenzione concentrata sulle dichiarazioni di Sangare e sull’esito della perizia psichiatrica. La situazione rimane in sospeso, con l’attenzione concentrata sulla prossima udienza.