Moussa Sangare ritratta la confessione: “Non ho ucciso Sharon Verzeni”
Moussa Sangare ritratta la confessione nell’udienza del processo per l’omicidio di Sharon Verzeni.

Moussa Sangare, in carcere per l’omicidio della 33enne Sharon Verzeni, ha ritratto la confessione resa in precedenza durante l’arresto, in un momento cruciale del processo davanti alla Corte d’assise di Bergamo. L’evento ha suscitato reazioni forti tra la famiglia della vittima e la comunità locale, che vive il dramma con profonda sofferenza. L’omicidio, avvenuto la notte tra il 29 e il 30 luglio scorso a Terno d’Isola, nella Bergamasca, ha scosso l’intero paese, con la vittima uccisa a coltellate mentre rientrava a piedi a casa.
La confessione iniziale e la sua ritrattazione
La confessione iniziale di Sangare, resa dopo l’arresto, era emersa come un elemento chiave per le indagini. Tuttavia, durante la seconda udienza del processo, il giovane ha deciso di ritrattarla, dichiarando di non aver ucciso Sharon Verzeni. Questa decisione ha suscitato reazioni forti tra i parenti della vittima, che si sentono ulteriormente colpiti da un’ipotesi che sembra non risolvere il mistero dell’omicidio. L’avvocato Luigi Scudieri, legale della famiglia Verzeni, ha espresso la profonda sofferenza della famiglia, sottolineando come le parole di Sangare abbiano aggravato il loro dolore.
La famiglia Verzeni vive un momento di profonda sofferenza. I parenti di Sharon Verzeni, uniti tra loro, stanno attraversando momenti difficilissimi. La ritrattazione della confessione ha ulteriormente pesato sul loro dolore, rendendo ancora più incerto il destino della vittima.
La perizia psichiatrica e il processo in corso
La perizia psichiatrica, che dovrà stabilire se Sangare era in grado di intendere e volere al momento del fatto, è stata fissata per il primo aprile e affidata alla consulente Giuseppina Paulillo. L’udienza dedicata al conferimento dell’incarico è avvenuta il 25 febbraio 2025, durante la quale Sangare ha espresso il desiderio di parlare, spiegando una versione diversa degli eventi. Secondo quanto emerso, il giovane ha raccontato di aver disfatto i propri vestiti nel fiume e di aver tagliato i capelli per paura di essere trovato dal vero assassino.
La comunità di Terno d’Isola vive un momento di sgomento. L’omicidio di Sharon Verzeni, avvenuto senza un perché, ha scosso profondamente la comunità locale, che vive il dramma con dolore e incertezza. La famiglia della vittima, pur unita, si sente ulteriormente colpita da un’ipotesi che non risolve il mistero.
La prossima udienza è fissata per il 22 settembre, mentre il legale di Sangare, Giacomo Maj, ha rifiutato di commentare le dichiarazioni del suo cliente, affermando che non era un intervento concordato. L’assenza del compagno della vittima, Sergio Ruocco, in aula, non ha attenuato la sofferenza della famiglia, che continua a cercare la verità. L’omicidio di Sharon Verzeni rimane un mistero che il processo dovrà chiarire, anche se la ritrattazione della confessione di Sangare ha aggiunto ulteriore incertezza al caso.
