Il nuovo nido a Santo Stefano aperto, ma il cantiere di Bonacina resta in sospeso
Il nuovo nido a Santo Stefano aperto, ma il cantiere di Bonacina resta in sospeso
Il Nido Archimede ha aperto a Santo Stefano, offrendo una soluzione immediata per le famiglie locali, ma il cantiere di Bonacina, destinato a ospitare un nuovo nido comunale, rimane in sospeso. L’incendio del 18 giugno ha messo in discussione l’intero progetto, finanziato con fondi PNRR, e ha lasciato aperte numerose domande sul futuro dell’area e del servizio. Mentre a Santo Stefano i primi 13 bambini iniziano a frequentare la struttura, a Bonacina si attende una risposta definitiva da parte del sindaco Filippo Boscagli, che non ha ancora espresso una posizione chiara. La vicenda potrebbe anche arrivare al Parlamento, con il Partito Democratico che valuta l’eventuale presentazione di un’interrogazione per chiarire il destino del finanziamento.
Il progetto originario e le richieste dei residenti
Il progetto dell’amministrazione Gattinoni prevedeva un nido comunale da 32 posti complessivi, con uno spazio dedicato a un medico di medicina generale. L’intervento era pensato per dare al rione un nuovo servizio dopo la chiusura della scuola e per trasformare l’area in un polo dedicato alla comunità. Tuttavia, l’incendio ha reso necessario un intervento alternativo, con la realizzazione del nido a Santo Stefano. Nonostante ciò, i residenti di Bonacina hanno raccolto circa 300 firme per chiedere all’amministrazione di valutare il futuro dell’area e l’opportunità di ripensare l’intervento. La prossima settimana il sindaco incontrerà i promotori della raccolta firme, un passo che potrebbe aprire una riflessione non solo sui tempi di recupero del cantiere, ma anche sulle caratteristiche del futuro edificio.
La soluzione di Santo Stefano è vista come temporanea, ma non sostitutiva del progetto originario. Le forze di minoranza hanno più volte ribadito la volontà di salvaguardare il progetto originario e di non rinunciare alla realizzazione del nido a Bonacina. Per l’opposizione, la struttura di Santo Stefano rappresenta una soluzione necessaria per garantire l’apertura del servizio, ma non sostitutiva rispetto all’intervento previsto in via Timavo.
Le indagini e le questioni economiche
A inizio agosto l’area è stata dissequestrata dalla Procura, con limitazioni che hanno permesso solo di procedere con le operazioni di raccolta, classificazione e smaltimento dei rifiuti e dei materiali rimasti dopo l’incendio, oltre agli interventi per mettere in sicurezza l’edificio. Le indagini sull’incendio sono ancora in corso, e parallelamente proseguono le attività di carattere peritale e civilistico coinvolgendo il Comune, l’impresa incaricata dei lavori e gli altri soggetti interessati. Sul tavolo c’è la questione economica relativa agli eventuali rimborsi e alla copertura assicurativa dei danni provocati dal rogo. Una partita tutt’altro che secondaria, considerando che il nuovo nido di Bonacina è stato finanziato attraverso i fondi del PNRR.
La salvaguardia del finanziamento dipende dall’evoluzione della vicenda e dalle tempistiche. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Filippo Boscagli ha già sottolineato la necessità di salvaguardare il finanziamento, ma la possibilità di mantenere il contributo dipenderà anche dall’evoluzione della vicenda e dalle tempistiche con cui sarà possibile far ripartire l’intervento.
La vicenda potrebbe inoltre avere un seguito anche sul piano parlamentare. Secondo indiscrezioni, il Partito Democratico starebbe valutando la presentazione di un’interrogazione per chiedere chiarimenti sul futuro dell’intervento e sulla sorte del finanziamento. Mentre a Santo Stefano il nuovo Archimede ha iniziato la sua attività, a Bonacina resta un cantiere segnato dall’incendio e soprattutto una domanda ancora senza risposta: quale sarà il futuro dell’area e del progetto del nuovo nido?
