Il 4 ottobre torna festa nazionale: come cambia la busta paga per chi lavora e chi riposa

Il 4 ottobre 2026 è festa nazionale: come cambia la busta paga per chi lavora e chi riposa.

Il 4 ottobre 2026 è tornata a essere una festa nazionale in Italia, con effetti diretti sul calendario lavorativo e sulle retribuzioni. La ricorrenza, dedicata a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, è stata reintrodotta con la legge n. 151 del 2025, entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Questo anno, la data cade di domenica, un dettaglio che incide sulle regole di pagamento e sulle normative relative al lavoro festivo. La festività, che coincide con l’ottocentesimo anniversario della morte del santo, ha riacquistato i diritti previsti per le altre giornate festive, inclusi i giorni liberi e le maggiorazioni economiche per chi lavora quel giorno.

Le regole per la busta paga

Non esiste un importo uguale per tutti, poiché l’importo dipende dal contratto collettivo, dal livello di inquadramento, dal sistema di pagamento e dall’orario di lavoro. Per i lavoratori con retribuzione mensile, la festività è normalmente già compresa nello stipendio, ma per chi non lavora e non ha diritto a una giornata di riposo, potrebbe comparire una quota aggiuntiva nella busta paga. Questo è dovuto al trattamento di festività non goduta, che si applica quando la festa cade nel giorno di riposo settimanale.

La somma aggiuntiva varia in base al settore e al livello di inquadramento.

Per i lavoratori pagati a ore, si applicano regole specifiche, come il calcolo basato su un sesto dell’orario settimanale contrattuale. Per i dipendenti pubblici, invece, va verificato il contratto del singolo comparto, poiché non si applica automaticamente il calcolo del settore privato. La maggiorazione, che si applica in automatico, varia in base al livello di inquadramento e al settore di appartenenza. Secondo gli esempi forniti da Giuseppe Buscema, della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, la somma aggiuntiva varia tra 39 e 53 euro netti, con differenze tra impiegati e operai.

Le implicazioni per scuola e lavoro

La nuova festività entra anche nel calendario scolastico, con l’effetto di sospendere le attività didattiche quando la data cade in un giorno previsto per le lezioni. Le Regioni stabiliscono il calendario delle lezioni nel rispetto delle festività nazionali, ma la legge del 2025 ha anche previsto l’organizzazione di iniziative legate alla pace, alla fraternità e al dialogo tra culture e religioni. Queste iniziative dovranno essere coordinate con il nuovo carattere festivo della giornata.

Il 2026 rappresenta un caso particolare per la coincidenza con la domenica.

Il ritorno della festa nazionale di San Francesco d’Assisi rappresenta un momento di riflessione su valori come la pace, la solidarietà e la tutela dell’ambiente. La scelta del 2026, anno dell’ottocentesimo anniversario della morte del santo, ha reso la ricorrenza particolarmente significativa. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel promulgare la legge, ha sottolineato l’importanza della ricorrenza e la necessità di coordinare la nuova festività con la precedente normativa del 2005 relativa alla giornata della pace, della fraternità e del dialogo.