Saman Abbas, la Cassazione conferma ergastolo per i cugini e respinge ricorso

La Cassazione respinge il ricorso per i domiciliari ai cugini di Saman Abbas, condannati all’ergastolo per omicidio.

Saman Abbas, la Cassazione conferma ergastolo per i cugini e respinge ricorso
Saman Abbas, la Cassazione conferma ergastolo per i cugini e respinge ricorso

Saman Abbas, la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai legali dei cugini condannati all’ergastolo per l’omicidio della giovane pachistana. I due imputati, Nomanhulaq Nomanhulaq e Ikram Ijaz, restano in carcere nonostante avessero chiesto i domiciliari. La Suprema corte ha ritenuto che il rischio di fuga e di reiterazione del reato sia concreto, soprattutto nei confronti di donne di famiglia che non rispettano le regole di una cultura patriarcale. La decisione è arrivata dopo che il Tribunale del riesame di Bologna aveva già negato la concessione dei domiciliari.

La motivazione del delitto e il rischio di reiterazione

Secondo la sentenza, i due imputati sono stati ritenuti colpevoli di aver commesso un omicidio in danno di una loro parente, verso la quale non avevano alcun motivo di conflitto. La ricostruzione del delitto, basata su un filmato che li ritraeva con le pale in mano due giorni prima dell’omicidio, ha rivelato un retaggio culturale valutato come motivo abietto o futile. La Cassazione ha sottolineato che l’assenza di comportamenti o dichiarazioni che dimostrino un abbandono di questa logica non permette di considerare i due imputati come meno pericolosi. Il rischio di reiterazione del reato, soprattutto nei confronti di altre donne di famiglia, è stato ritenuto logico e non contraddittorio.

La storia di Saman Abbas e la condanna della famiglia

Saman Abbas, 18 anni, fu uccisa dalla sua stessa famiglia nella notte tra il 30 aprile e l’1 maggio 2021 a Novellara, nella Bassa Reggiana. L’omicidio fu motivato dal suo rifiuto a un matrimonio combinato, dalla sua volontà di vivere all’occidentale e dal suo fidanzamento con un ragazzo sgradito alla famiglia. I cugini, insieme ai genitori e allo zio, furono condannati all’ergastolo dalla Corte d’assise d’appello di Bologna. La sentenza fu ribaltata dopo un processo di primo grado a Reggio Emilia, in cui i due erano stati assolti, ma il verdetto fu annullato e confermato in appello.

Il corpo di Saman fu trovato il 27 novembre 2022, occultato sotto terra in un casolare abbandonato a cento passi dall’abitazione familiare. Lo zio Danish Hasnain, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, ottenne un sconto di pena grazie alla collaborazione. I due imputati, invece, sono stati arrestati in seguito: Ijaz fu catturato in Francia il 31 maggio 2021 e estradato il 10 giugno, mentre Nomanhulaq fu arrestato in Spagna il 14 febbraio 2022 e estradato in Italia il 22 marzo.

La difesa aveva sottolineato che i due ricorrenti hanno mantenuto una condotta regolare e senza violazioni penali. Tuttavia, la Cassazione ha ritenuto che questo non dimostra un allontanamento dalle logiche che hanno portato all’omicidio. La motivazione della condanna non è ancora depositata, ma non rende la ricostruzione congetturale. La Suprema corte ha chiarito che il dispositivo della sentenza di appello non contempla l’esclusione delle circostanze aggravanti contestate, che sono state ritenute sussistenti.

La Cassazione ha anche sottolineato l’assenza di comportamenti o dichiarazioni che dimostrino un abbandono del retaggio culturale patriarcale, che prevede il diritto di reagire con violenza al mancato rispetto delle regole e delle tradizioni familiari. Da qui la possibilità di reiterazione del reato in danno di altri familiari, specialmente di sesso femminile, in caso di mancato rispetto delle predette regole.

  • La Cassazione ha respinto il ricorso per i domiciliari ai cugini di Saman Abbas.
  • La decisione è basata sul rischio di fuga e di reiterazione del reato.
  • La famiglia di Saman Abbas è stata condannata per omicidio e soppressione di cadavere.