Delitto di Garlasco: nuove indagini e interrogativi sull’omicidio di Chiara Poggi
Nuove verifiche e accertamenti tecnico-legali sul delitto di Garlasco, con nuove prove e interrogativi sull’omicidio di Chiara Poggi.

Il 13 agosto 2007, qualcuno si è introdotto nella villetta in cui viveva Chiara Poggi, una ragazza di diciannove anni, e ha posto in essere una brutale aggressione culminata con la sua morte. Dopo quasi vent’anni, l’inchiesta sul delitto di Garlasco si muove ancora, con nuove indagini e verifiche che alimentano interrogativi e scenari alternativi. La condanna definitiva inflitta a Alberto Stasi, fidanzato della vittima, non ha spento i dubbi, né ha risolto le riserve che persistono sulle indagini iniziali. Nel 2025, è iniziata una nuova indagine, che vede all’attenzione degli inquirenti Andrea Sempio, un amico del fratello della vittima.
Impronte e Dna: nuove prove e nuovi dubbi
La ricostruzione degli inquirenti si basa su tracce lasciate sulla scena del crimine, tra cui l’impronta di calzatura con suola a pallini e la traccia palmare 33. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo è stata incaricata di valutare la compatibilità tra la struttura del piede di Sempio e le impronte insanguinate. L’analisi dovrà tener conto delle trasformazioni fisiche avvenute in diciannove anni. L’impronta a pallini, ritenuta decisiva nel processo contro Stasi, è oggetto di ulteriori verifiche da parte dei consulenti della Procura, Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli, che stanno controllando la corrispondenza con una calzatura marca Frau, taglia 42.
Le risultanze genetiche sono state nuovamente sottoposte a verifica. Il professor Carlo Previderé ha esaminato il materiale biologico rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi. Gli inquirenti hanno ricevuto la perizia disposta in sede di incidente probatorio, che ha stabilito che il profilo del cromosoma Y può ricondursi alla linea paterna della famiglia Sempio. Nonostante l’impossibilità di stabilire con certezza il momento e la modalità del trasferimento del materiale biologico, la presenza del Dna dell’indagato sulla vittima rimane un elemento cardine dell’impianto accusatorio.
La Procura di Pavia ha disposto ulteriori accertamenti tecnici, di cui si attende il deposito a breve. L’imminente completamento delle quattro consulenze tecniche potrebbe preludere a una richiesta di rinvio a giudizio. Inoltre, si stanno valutando sviluppi relativi alla situazione di Alberto Stasi, che ha quasi finito di scontare la pena e è stato recentemente ammesso all’affidamento in prova al servizio sociale.
La memoria di Chiara e i nuovi sviluppi
La memoria di Chiara Poggi resta viva, come ha dichiarato il sindaco di Garlasco, Simone Molinari, che ha annunciato che la ragazza verrà intitolata una borsa di studio. La famiglia e gli amici si sono riuniti in chiesa per una messa in suffragio, con una corona di rose bianche. “La memoria di Chiara resta sempre viva”, ha detto il sindaco, aggiungendo che si spera in un futuro in cui la verità possa essere finalmente accertata.
La vicenda ha suscitato interesse anche per il dettaglio dell’acquisto di una bottiglietta d’acqua in un bar di Vigevano, riferito dalla madre di Sempio. L’indagato ha rifiutato di sottoporsi a una consulenza psichiatrica, affermando che l’accertamento dei fatti debba precedere qualsiasi valutazione personologica. La consulenza verrà comunque espletata, attraverso l’analisi dei documenti e degli appunti personali sequestrati a casa di Sempio.
La Prefettura di Pavia ha confermato che non esiste un provvedimento relativo ai tappi delle bottiglie, né è stato emesso in occasione della fiera del 13 agosto 2007. L’ordinanza relativa ai tappi delle bottiglie risale al 2019, e non è collegata al delitto di Garlasco.
La verità deve essere accertata con certezza.
La memoria di Chiara non si è mai spenta.
