Ergastolo per Moussa Sangare, il pm: «Ha ucciso per noia e piacere personale»

Il pm chiede ergastolo per Sangare, accusato di omicidio pluriaggravato. Le prove sono solide, la motivazione è futili.

Ergastolo per Moussa Sangare, il pm: «Ha ucciso per noia e piacere personale»
Ergastolo per Moussa Sangare, il pm: «Ha ucciso per noia e piacere personale»

Il pm Emanuele Marchisio ha chiesto l’ergastolo per Moussa Sangare, accusato di aver ucciso Sharon Verzeni con cinque coltellate alla schiena, in un episodio descritto come «pluriaggravato» per la premeditazione, la minorata difesa della vittima e i futili motivi. L’imputato, durante l’udienza, ha mostrato una reazione di indifferenza, seduto sulla sedia e borbottando quando non condivide le affermazioni del magistrato, protestando ad alta voce per smentire e negare. Il pm ha sottolineato che «la prova è solida, oserei dire granitica», e che «abbiamo elementi ampiamente sufficienti per affermare la responsabilità penale dell’imputato».

La confessione di Sangare e la sua motivazione

Sangare, nel suo interrogatorio, ha ammesso di voler uccidere Sharon Verzeni, sentendo «il mood» per fare qualcosa di estremo. «La mia intenzione era ucciderla, sentivo il mood – la sua confessione – Purtroppo è capitato, mi pento ma ormai è passato un mese e non posso piangere, non posso essere depresso per mesi. Quella cosa lì dura un paio di giorni, poi ti devi riprendere altrimenti non ti tiri più su. Quando mi sono messo sul divano dopo l’aggressione ho provato una specie di comfort, come se mi fossi liberato da un peso», ha detto. Le sue parole, seppur contraddittorie, hanno suscitato una reazione di amarezza nel pm.

Il pm ha rilevato come «ciò che è avvenuto quella notte a Terno è una difficoltà soprattutto umana, non mancano le prove ma le parole». Le indagini, condotte per un mese, hanno portato a scoprire immagini di Sangare che si allontana in bicicletta dal luogo del delitto, in via Castegnate, scovate tra le quattordici mila ore di filmati analizzati dagli investigatori. La segnalazione di due testimoni che lo hanno visto in strada ha confermato la sua presenza nel luogo del crimine.

Le immagini e le prove inconteste

Il pm ha proiettato in aula i video delle telecamere, che mostrano Sangare che cammina, incrocia Sharon in sella alla sua bicicletta, fa inversione e la segue fino al luogo dell’aggressione. «Le immagini A sferrarle è Sangare», ha ribadito Marchisio, sottolineando la chiarezza delle prove. Le immagini sono state scovate tra le quattordici mila ore di filmati analizzati dagli investigatori.

Le indagini hanno anche esplorato la vita privata di Sharon Verzeni, tra contatti con Scietology e la sua relazione con il fidanzato Sergio Ruocco, che ha ascoltato in aula seduto tra i genitori della vittima. «Sergio esce da questa storia con grande dignità e senza alcuna ombra», ha commentato il pm, a dispetto di teorie strampalate circolate su internet. «Fa parte della miseria che accompagna questo tipo di procedimenti», ha aggiunto, riferendosi a chi cerca di farsi pubblicità con ipotesi infondate.

La morte di Sharon Verzeni, una donna che aveva una vita, una famiglia, un fidanzato e un progetto matrimoniale, è stata descritta come «una vita umana spezzata per capriccio». Sangare, uscito dal tugurio dove viveva dopo essere stato allontanato da casa per le violenze che infliggeva alla madre e alla sorella, è salito in bicicletta a caccia di un bersaglio e ha ucciso con cinque coltellate profonde e crudeli. Il pm ha citato un passaggio dell’Antigone per descrivere il comportamento dell’imputato.