La sorte di Denise Pipitone resta sconosciuta, conferma la Cassazione

La Cassazione conferma l’assoluzione di Jessica Pulizzi e dichiara la sorte di Denise Pipitone tuttora sconosciuta.

La sorte di Denise Pipitone resta sconosciuta, conferma la Cassazione
La sorte di Denise Pipitone resta sconosciuta, conferma la Cassazione

La sorte di Denise Pipitone, la bambina scomparsa il 1 settembre 2004 da Mazara del Vallo, resta tuttora sconosciuta, conferma la Corte di Cassazione. Dopo tredici anni dall’apertura delle indagini, il caso non è stato risolto e la famiglia continua a cercare risposte. Jessica Pulizzi, la sorellastra della bambina, è stata assolta in tutti i gradi di giudizio per il reato di sequestro di minori, ma la Cassazione ha ribadito che non esiste prova sufficiente per accusarla. La famiglia di Denise, compresi i due “padri” della bambina, aveva impugnato la sentenza, ma la Suprema Corte ha ritenuto che l’assoluzione sia conforme ai fatti.

La Cassazione riconosce l’assoluzione di Jessica Pulizzi

La Corte di Cassazione ha confermato l’assoluzione di Jessica Pulizzi, che quando fu indagata aveva 17 anni. L’ex fidanzato di Jessica, Gaspare Ghaleb, era stato condannato a due anni per false dichiarazioni al pubblico ministero, ma il reato è stato dichiarato prescritto in Appello. La Cassazione ha sottolineato che non esiste prova sufficiente per accusare Jessica del sequestro di Denise Pipitone. Anche se era presente nel mercato a 500 metri dal luogo in cui la bambina scomparve, la sua presenza non costituisce un elemento probatorio in un centro di “ridotte dimensioni” come Mazara del Vallo.

La Cassazione ha rilevato che non è stato dimostrato un movente univoco per il sequestro. Anche se Jessica Pulizzi aveva un risentimento verso Denise, la stessa situazione era attribuibile a sua madre, Anna Corona, non accusata del reato. La Cassazione ha sottolineato che il caso è ancora aperto e non risolto, e che la verità rimane un mistero. La famiglia di Denise ha espresso preoccupazione per il fatto che ci sono persone che sanno qualcosa ma non parlano per paura o per omertà.

La famiglia chiede giustizia e smaschera l’omertà

Piera Maggio, madre di Denise, ha espresso la sua opinione a margine del processo, sottolineando che i colpevoli del rapimento non vengono da lontano. Secondo lei, chi ha agito sapeva chi era Denise e non è stato un caso casuale. “Uno sconosciuto non va in una periferia di una città come Mazara del Vallo a sequestrare bambini”, ha detto. La famiglia continua a chiedere che venga smascherata l’omertà che ha impedito di trovare risposte. “Basta con l’omertà, chi sa parli”, ha aggiunto.

La famiglia di Denise attende che venga finalmente chiarito il destino della bambina scomparsa. La sentenza della Cassazione ha anche sottolineato che non è stato dimostrato un movente univoco per il sequestro. Anche se Jessica Pulizzi aveva un risentimento verso Denise, la stessa situazione era attribuibile a sua madre, Anna Corona, non accusata del reato. La Cassazione ha rilevato che il caso è ancora aperto e non risolto, e che la verità rimane un mistero. La famiglia di Denise, insieme a tutti i cittadini, attende che venga finalmente chiarito il destino della bambina scomparsa.