Valutazioni al buio: il 49,4% degli studenti non comprende i criteri dei voti
Un’indagine rivela che il 49,4% degli studenti non sa come vengono assegnati i voti, con un forte divario tra scuole.
La comunicazione dei voti nelle scuole superiori si basa prevalentemente sul registro elettronico, con il 74,7% degli studenti che scopre la propria valutazione esclusivamente attraverso lo schermo. Tuttavia, il 49,4% degli intervistati afferma che soltanto alcuni docenti spiegano come vengono assegnati i voti, evidenziando una distanza tra insegnanti e studenti. L’indagine del Censis e della Fondazione Costruiamo il Futuro, condotta su 8.264 studenti di 61 istituti scolastici italiani, ha rivelato una mancanza di trasparenza e di dialogo nel processo valutativo.
Valutazioni non spiegate: il 9,3% degli studenti conosce i criteri di tutti i docenti
Il 9,3% degli studenti dichiara che tutti gli insegnanti della classe mostrano come e perché assegnano un voto, ma questa percentuale varia tra i diversi tipi di scuola: 8,1% nei licei, 9,7% negli istituti tecnici e 14,3% nei professionali. Il 44,2% degli allievi viene interrogato subito dopo la spiegazione di una lezione, senza aver avuto il tempo di studiare a casa, mentre il 19,2% scopre un’insufficienza solo quando arriva la pagella o durante i colloqui con i genitori.
La mancanza di chiarificazioni si estende anche ai compiti svolti a casa: il 76,5% degli studenti non riceve alcun commento o discussione con i docenti. Il 57,6% dei ragazzi ammette di fare compiti o interrogazioni senza ricevere un momento di discussione o un commento. Questo fenomeno si osserva in modo particolare tra le studentesse, che tendono a rinunciare a discutere i voti, scegliendo di stare in silenzio nel 33,7% dei casi, rispetto al 26,0% dei compagni maschi.
Un dialogo raro: il 57,6% non riceve commenti sui compiti
Il 21,9% degli studenti non ha mai discusso i propri voti o non ha avuto bisogno di farlo. Il 35,6% ha tentato di spiegare le proprie ragioni senza ottenere risultati, mentre il 29,5% non ha nemmeno provato, convinto che sarebbe stato inutile. La strada per parlare con i professori appare in salita, con casi in cui il professore cambia idea solo nel 6,0% delle situazioni, mentre nel 4,6% dei confronti il ragazzo capisce che l’insegnante aveva ragione.
Capire del tutto i motivi di un voto è un privilegio per pochi: il 17,9% degli alunni riesce a comprendere completamente i criteri di valutazione, con una variazione tra i licei (16,1%) e i professionali (26,4%). Il 56,2% degli studenti ammette di non capire perché la propria valutazione sia diversa da quella di un compagno, mentre il 25,9% considera incomprensibili alcuni voti giudicati troppo bassi. La trasparenza nella valutazione rimane un tema marginale, con un divario tra scuole e un’assenza di dialogo che limita la possibilità di miglioramento. L’indagine sottolinea come il sistema educativo non offra un riscontro personale indispensabile per comprendere dove e come migliorare, lasciando molti studenti in una situazione di incertezza e frustrazione.
