Un rifugio antiaereo a Torino diventa spazio per l’arte intergenerazionale
A Torino, un rifugio antiaereo ospita un progetto artistico che unisce anziani e bambini per raccontare la memoria del quartiere Mirafiori.
Nel quartiere Mirafiori di Torino, un rifugio antiaereo ha trovato una nuova vita come spazio per l’arte contemporanea, grazie a un progetto che unisce anziani e bambini. L’opera, intitolata Antopia, è stata inaugurata il 17 settembre e sarà visitabile un sabato al mese per tutto il 2027 su prenotazione. L’iniziativa, realizzata nell’ambito del programma Mirafiori dopo il Mito, mette in relazione la memoria storica del quartiere con l’immaginazione e il dialogo tra generazioni.
Un progetto intergenerazionale tra ricordi e disegni
Gli anziani del quartiere hanno condiviso ricordi, testimonianze e storie legate a Mirafiori Sud, che sono state raccolte e reinterpretate dai bambini attraverso il disegno. Le immagini, successivamente trasformate in interventi pittorici sulle pareti del rifugio, utilizzano pitture fotoluminescenti che si accendono nel buio, creando un ambiente immersivo e immaginifico. L’esperienza è accompagnata da una componente sonora, realizzata da Gustaf Turmak, che intreccia il racconto di Antopia con le voci degli anziani e altre voci di repertorio e artificiali. Il rifugio antiaereo, originariamente costruito durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato trasformato in un luogo di ascolto e di incontro. In occasione dell’inaugurazione, il rifugio è stato intitolato ad Aldo Ratto, abitante di Mirafiori che ha dedicato la sua vita alla conservazione della memoria e della storia del quartiere.
Un progetto che restituisce il patrimonio condiviso
Arte contemporanea, memoria storica, documentazione digitale e partecipazione della comunità convergono in un progetto che restituisce il rifugio non soltanto come spazio fisico, ma come patrimonio condiviso e nuovamente accessibile. Antopia propone una nuova modalità per raccontare Mirafiori, mettendo in relazione la memoria del quartiere con il futuro, l’immaginazione e il dialogo tra generazioni. La collaborazione tra anziani e bambini ha dato vita a un processo creativo che unisce ricerca artistica, tecnologia e documentazione storica. Il Politecnico di Torino ha realizzato un rilevamento digitale del rifugio, permettendo di visitarlo virtualmente anche a chi ha difficoltà motorie o fatica a fruire di spazi chiusi. Inoltre, la collaborazione con ASTEC, ente che conserva documenti e testimonianze legati alla memoria dei rifugi antiaerei, ha contribuito a garantire una ricostruzione storica accurata del luogo e del suo contesto.
Il titolo Antopia richiama, attraverso un gioco ortografico, la Vanessa Antiopa, farfalla della famiglia Nymphalidae caratterizzata da un mantello scuro, bordato da colori riflettenti la luce. Alla base del progetto c’è la frase di Primo Levi “Che il silenzio non sia silenzio”, particolarmente cara ad Aldo Ratto. A partire da questo spunto, Francesco Bertelé ha scritto insieme a Daniele Warm una fiaba, sviluppata poi attraverso una collaborazione intergenerazionale che ha coinvolto alcuni anziani del Comitato di Borgata di Mirafiori e alcune classi delle scuole dell’infanzia.
La favola, sviluppata in modo interattivo, è accompagnata da una componente sonora che intreccia le voci degli anziani con quelle di repertorio e artificiali. L’opera si svolge nei sotterranei della Chiesa della Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba, fondata nel 1617 per iniziativa del duca Vittorio Amedeo I, uno dei nuclei storici dell’antica borgata di Mirafiori a Torino.
