Incendio a Artena in coincidenza con l’anniversario dell’omicidio di Willy Monteiro
Incendio a Artena vicino al ristorante dei fratelli Bianchi in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Willy Monteiro.

Nella notte tra domenica e lunedì, a Artena, è stato tentato un incendio al ristorante del terzo fratello Bianchi, in coincidenza con l’anniversario dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto a Colleferro sei anni fa. L’episodio, avvenuto poco dopo le tre, ha visto un uomo incappucciato versare un liquido infiammabile sulla saracinesca del locale chiuso e appiccare il fuoco. Le fiamme si sono spente rapidamente, limitando i danni a una fioriera esterna dell’ex “Nai Bistrot”, ora “Da Ale”, di via Stefano Serangeli.
Un gesto simbolico in un momento di ricordo
La vicinanza temporale tra l’incendio e l’anniversario dell’omicidio ha suscitato preoccupazione nella comunità. Willy Monteiro, originario di Paliano, era stato ucciso a Colleferro il 5 settembre 2020 durante un pestaggio violento e insensato. La sua morte ha scosso l’opinione pubblica, nonostante in alcuni ambienti la tragedia sia rimasta un’ombra. I genitori di Willy, Lucia Maria e Armando, non hanno mai scelto la vendetta, ma l’episodio di Artena sembra segnare un momento di tensione.
La famiglia di Willy, pur non avendo mai scelto la vendetta, vive ancora il peso della tragedia. Anche ieri, Alessandro Bianchi ha liquidato l’incendio con poche parole: «È stato qualche ragazzino, non mi interessa nulla, non voglio parlare». Tuttavia, la vicinanza tra l’episodio e l’anniversario dell’omicidio ha alimentato sospetti e tensioni nella comunità.
Indagini in corso per identificare l’autore
I carabinieri di Artena e Colleferro hanno preso in mano le indagini, coordinate dalla Procura di Velletri. Gli investigatori stanno analizzando le telecamere di videosorveglianza per identificare l’uomo incappucciato e comprendere il motivo del gesto. Nonostante l’assenza di elementi accertati che collegino l’incendio all’omicidio di Willy, l’intento intimidatorio è al centro delle indagini.
La vicenda dei fratelli Bianchi, noti per la loro vicinanza a ambienti di estrema destra e per la loro condotta violenta, continua a suscitare preoccupazione. Tutti i quattro condannati avevano già precedenti, chi per lesioni, risse, minacce, spaccio di stupefacenti. Li chiamavano la banda di Artena, paese nel passato terra di briganti. Muscolosi e spavaldi, intimidivano chiunque, facevano paura a tutti, per cui calò presto il silenzio sulle loro gesta.
La notte del pestaggio mortale, dopo aver lasciato Willy a terra, i due fratelli Bianchi, ancora sporchi di sangue, salirono sulla Audi Q7 nera con cui erano andati a Colleferro e sono tornati a bere birra proprio al Nai Bistrot di Artena, dove li hanno trovati i carabinieri “in evidente stato di alterazione psicofisica”, erano “stravolti” si dice nei verbali.
Il 6 ottobre del 2022 anche lui ha avuto guai con la giustizia: è stato denunciato dopo essere uscito di strada nel centro di Velletri e aver travolto i cartelli della segnaletica stradale. Rimasto leggermente contuso, non è ricorso alle cure dei medici. Ma i carabinieri di Velletri, intervenuti per i rilievi, ci hanno voluto veder chiaro e hanno disposto il drug-test. Le analisi sarebbero risultate positive, dunque è stato denunciato per guida sotto l’effetto di stupefacenti e gli è stata ritirata la patente.
La memoria di Willy Monteiro rimane un punto di riferimento per chi cerca giustizia e pace.
La comunità attende risposte mentre l’incendio rappresenta un segnale di tensione.
