Guido Gallinaro, il medico che vola in SailGP: due carriere in equilibrio

Guido Gallinaro, 25 anni, laureato in medicina e membro del Red Bull Italy SailGP Team, racconta come concilia lavoro e sport.

Guido Gallinaro, 25 anni, è un medico che vive due vite in parallelo: di giorno in corsia in ospedale, di notte sui foil. Laureato in Medicina a Roma a 25 anni, è membro del Red Bull Italy SailGP Team e ha vinto la Youth America’s Cup con Luna Rossa. La sua storia è un esempio di come due mondi, apparentemente incompatibili, possano convivere con una precisa programmazione e una determinazione senza pari.

Due carriere in equilibrio

Guido Gallinaro ha scelto di non scegliere tra la medicina e la vela. Dopo la maturità, a un ragazzo che va forte in barca si chiede di decidere, ma lui ha deciso di dare tutto a entrambi. La vela, con le sue campagne, i suoi inverni lontano da casa e i calendari che non aspettano nessuno, e la medicina, con i suoi anni di studio, esami e tirocini, sono due mondi che chiedono tutto. E lui li ha mantenuti separati, con tempi e spazi precisi.

Un talento che non si ferma

Da giovanissimo, Guido Gallinaro ha vinto titoli in serie nelle classi giovanili: un Mondiale Laser 4.7 Under 16, il titolo europeo e soprattutto il mondiale giovanile Laser Radial, conquistato a Kiel nell’agosto 2018. Dopo il Laser, ha provato il 49er e poi le barche che volano, come il circuito 69F con Luna Rossa e il youth team olandese per una Youth America’s Cup 2021 cancellata dalla pandemia. Nel 2022/23 è entrato nel mondo Luna Rossa, fino al 26 settembre 2024 a Barcellona, quando era uno dei timonieri del team giovanile che ha battuto American Magic e vinto la prima UniCredit Youth America’s Cup.

Nel frattempo, ha seguito corsi di anatomia, farmacologia e clinica medica, e ha svolto tirocini in corsia. La parola che usa più spesso per spiegare il suo successo è programmazione. Le due attività sono rimaste separate, con tempi e spazi precisi. Quando c’era da studiare si studiava, quando c’era da navigare la testa era in barca.

Un modello per il futuro

La storia di Guido Gallinaro mette in discussione un’idea radicata nello sport italiano: che l’alto livello richieda un’esclusività quasi monastica e che lo studio sia al massimo un piano B da riprendere a fine carriera. La medicina, in particolare, è vista come una facoltà che non ammette amanti, ma lui l’ha scelta proprio per questo. E l’ha finita, senza perdere un giro. Nel paddock del SailGP non è nemmeno l’unico ad aver studiato medicina. Durante la puntata ha citato Erik Kosegarten-Heil, driver del Germany SailGP Team, due volte bronzo olimpico nel 49er. Il mondo delle barche volanti è pieno di ingegneri che hanno portato avanti gli studi mentre regatavano, e che oggi usano la stessa laurea per leggere i dati di un foil o per disegnarne uno.

La dual career sembra ormai più la regola che l’eccezione, un modo di stare nello sport che il sistema, fatto di calendari compressi, trasferte e allenamenti al simulatore, non facilita affatto ma che evidentemente non impedisce. Resta la domanda che ogni diciottenne con una barca e un libretto universitario si porta dietro all’uscita dal liceo: quanto a lungo si può tenere questo equilibrio quando la vela diventa un mestiere a tempo pieno e la medicina chiede la specializzazione? Tocca a Gallinaro scoprirlo, e ce lo racconterà.