Tony Blair chiede di resistere al crescente “techlash” sull’AI
Tony Blair invita i leader a non cedere al “techlash” sull’AI, sottolineando l’importanza di un approccio equilibrato.
Tony Blair ha lanciato un appello ai leader mondiali per resistere al crescente “techlash” sull’intelligenza artificiale, sottolineando che ignorare l’evoluzione tecnologica potrebbe portare a gravi svantaggi per i paesi. L’istituto di ricerca che egli presiede, il Tony Blair Institute (TBI), ha pubblicato un rapporto in cui chiede di non fermare l’adozione dell’AI né di lasciarla correre incontrollata, ma di trovare un equilibrio tra innovazione e sicurezza. L’obiettivo è creare un sistema di test e certificazione indipendente, accompagnato da un’implementazione più ampia del tecnologia nel governo.
Un equilibrio tra innovazione e sicurezza
Blair ha sottolineato che i paesi che non riescono ad assorbire i grandi cambiamenti tecnologici hanno subìto “svantaggi profondi e compounding” nel passato. Secondo il rapporto del TBI, i governi non possono “proteggersi dall’AI ignorandola”. L’istituto ha proposto un approccio basato su un “grip”, ovvero un controllo attento ma non paralizzante. Elizabeth Seger, esperta di governance e etica dell’AI del TBI, ha affermato che la soluzione non è né fermare l’AI né lasciarla correre incontrollata, ma trovare un equilibrio tra innovazione e sicurezza.
La fiducia e la sicurezza sono chiave per l’adozione dell’AI. Il rapporto del TBI ha rilevato che il 38% degli adulti britannici considera la mancanza di fiducia il principale ostacolo all’uso dell’AI, mentre il 61% delle organizzazioni ha ritardato o ridotto gli investimenti in AI a causa di preoccupazioni sulla affidabilità. L’istituto ha anche stimato che il mercato globale per servizi di assicurazione sull’AI potrebbe raggiungere 276 miliardi di dollari entro il 2030, sottolineando l’importanza di stabilire standard e competenze in anticipo.
Un settore in crisi e in cerca di regole
Il settore dell’AI ha recentemente affrontato una serie di preoccupazioni, con esperti che hanno espresso timori per l’uso rapido e imprevedibile della tecnologia. Jacob Coxon, ex ricercatore di Anthropic, ha lasciato l’azienda avvertendo che i sviluppatori stavano “giocando con la vita umana”. Dario Amodei, CEO di Anthropic, e Sam Altman, CEO di OpenAI, hanno supportato la richiesta di “pace” nello sviluppo delle tecnologie più avanzate. Al contrario, Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha respinto le previsioni di estinzione umana entro la fine del decennio, affermando che non sono “basate sulla scienza” e che i sviluppatori dovrebbero procedere “il più velocemente possibile” senza compromettere la sicurezza.
La governance dell’AI deve diventare una priorità nazionale. Il TBI ha chiesto ai governi di rendere l’assicurazione sull’AI una priorità, chiarire chi è responsabile quando i sistemi falliscono e utilizzare la procura e la regolamentazione per creare domanda per test indipendenti. L’istituto ha anche sottolineato l’importanza di integrare l’AI nel sistema governativo, permettendo al governo di raccogliere informazioni tra i vari dipartimenti e modellare le conseguenze delle decisioni politiche. Blair ha concluso che i leader dovrebbero chiedersi non se l’AI è una cosa buona o cattiva, ma semplicemente cosa è. L’AI, ha scritto, è “la realtà tecnologica definitiva del nostro tempo”. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra innovazione, sicurezza e fiducia, in un’era in cui la tecnologia sta rapidamente trasformando la vita quotidiana.
