Il New York Times racconta 36 ore sul Lago di Como tra storia e modernità

Il New York Times propone un itinerario di 36 ore sul Lago di Como, tra ville storiche, tradizioni locali e nuove esperienze.

Il New York Times ha dedicato un servizio di 36 ore al Lago di Como, presentando il lago come una destinazione in grado di unire storia, lusso e tradizioni locali. Pubblicato il 17 settembre e firmato dalla giornalista Laura Rysman, il reportage include fotografie di Pontus Berghe e offre un’immagine del Lario che va oltre le celebrità turistiche. L’itinerario, che parte da Como e si estende lungo le due sponde del lago, invita i lettori a scoprire luoghi meno conosciuti e a vivere l’esperienza del lago in modo diverso.

Un equilibrio tra passato e presente

Il New York Times sottolinea come il Lago di Como non sia solo una destinazione da cartolina, ma un territorio in evoluzione. Il reportage mette in evidenza l’equilibrio tra le ville storiche e i nuovi hotel di lusso, tra la tradizione della seta e la modernità dei ristoranti. L’itinerario proposto include luoghi come Como, Lenno, Tremezzo e Nesso, dove si alternano esperienze culturali e paesaggi naturali. Il quotidiano americano osserva come il lago si trasforma, ma conserva la sua identità storica, offrendo una visione completa del territorio.

Il reportage invita a spostarsi lontano dalle località più conosciute, come Bellagio e Varenna, per scoprire luoghi come Lenno, Laglio e Brienno, dove il turismo è meno intenso e la vita quotidiana si svolge in modo autentico.

Il viaggio inizia da Como, dove si suggerisce di vivere il lago in battello o a bordo di un’imbarcazione privata, per osservare ville, giardini e montagne. La giornalista Laura Rysman indica come la città di Como sia un punto di partenza ideale, con la possibilità di visitare il Mercato Coperto, il Duomo, il Broletto e la basilica di San Fedele. Il reportage sottolinea il rapporto tra la città contemporanea e la sua identità storica, con un’attenzione particolare alle attività legate alla seta e al commercio.

La cucina come parte del viaggio

Il cibo occupa un ruolo importante nel reportage, con un’alternanza tra ristoranti tradizionali e nuove esperienze. A Tremezzo viene segnalata La Fagurida, dove la cucina di montagna incontra il panorama del lago, con piatti come polenta, formaggi, risotti e pesce. Sulla sponda orientale compare invece Crotto del Misto, storico ristorante attivo dal 1832, dove il pesce di lago viene proposto in una versione più contemporanea.

Il New York Times include anche la nuova generazione della ristorazione lariana, con Cetino e Materia a Cernobbio, ristorante stellato dello chef Davide Caranchini.

Il reportage conclude con l’idea che il Lago di Como non debba essere visto solo come una destinazione famosa, ma come un luogo in grado di offrire esperienze diverse. Il New York Times invita a seguire il lago lungo le sue strade, i suoi sentieri e i suoi piccoli paesi, per scoprire un’immagine del lago in equilibrio tra passato e presente.