Il mercato nero dell’espatrio clandestino in Ucraina: come si pagano le frontiere
Un mercato nero cresciuto intorno alle restrizioni ucraine, con prezzi fino a 32mila dollari per passare in clandestinità.
La guerra in Ucraina ha dato vita a un mercato nero cresciuto intorno alle restrizioni all’espatrio degli uomini. Dalla Moldavia alla Bielorussia, passando per Romania, Slovacchia, Ungheria e Polonia, il passaggio clandestino si è trasformato in un’industria organizzata, con prezzi che variano da migliaia a decine di migliaia di dollari. Il fenomeno, documentato da fonti ufficiali e indagini, riguarda non solo la fuga di uomini, ma anche la sottrazione alla mobilitazione e la diserzione, con conseguenze giuridiche distinte. Il mercato si basa su rotte clandestine, documenti falsi, intermediari e corruzione, alimentando un sistema complesso e modulare, in cui ogni soggetto vende un segmento del servizio senza necessariamente conoscere l’intera filiera.
Un mercato modulare e organizzato
Il mercato dell’espatrio clandestino in Ucraina si basa su una struttura modulare, in cui ogni soggetto vende un segmento del servizio. Secondo il portavoce del Servizio statale della Guardia di frontiera ucraina Andriy Demchenko, nei primi sette mesi del 2026 sono stati individuati oltre 200 gruppi, con circa 780 persone coinvolte. Il sistema si sviluppa attraverso contatti su piattaforme come Telegram e WhatsApp, dove si concordano prezzo e servizio. I clienti possono acquistare un pacchetto completo, che include trasferimento, alloggio, documenti, attraversamento e assistenza oltreconfine, oppure solo un segmento del percorso.
La frontiera può essere aggirata o, almeno sulla carta, resa attraversabile.
La corruzione è un ingranaggio chiave del mercato. Gli uomini vengono trasferiti a Chisinau o in altre località e affidati ad altri complici per proseguire verso la Romania. La geografia gioca un ruolo cruciale: verso la Romania si passa attraverso fiumi, montagne e boschi, mentre in Bielorussia si sfrutta la conoscenza del territorio. La polizia ha anche individuato falsi documenti e inserimenti abusivi nel sistema “Shlyakh”, che permette a determinate categorie di conducenti autorizzati di attraversare il confine per lavoro.
Un sistema che si espande oltre i confini
Il mercato non si limita al territorio ucraino: si espande anche dopo l’uscita dall’Ucraina. Nel marzo 2026 sono stati arrestati undici tassisti sospettati di aver partecipato al transito illegale di circa 400 uomini. Gli uomini venivano organizzati per alloggiare a Chisinau e Cahul, con istruzioni per dichiarare di essere arrivati senza l’assistenza dell’organizzazione. Dopo aver ottenuto i documenti necessari, venivano trasportati verso Cahul e il confine romeno, dove altri membri li avrebbero presi in carico per portarli nell’Unione europea.
Il prezzo dipende dal pacchetto: viaggio, alloggio, documenti, attraversamento e assistenza oltreconfine.
Nel luglio 2026 la polizia della Transcarpazia ha arrestato due uomini sospettati di avere organizzato un passaggio in gommone per 17mila dollari; altri procedimenti documentano “frontiera verde” e trasporto successivo in automobile. Nell’ottobre 2025, nella regione di Odessa, un appartenente alle forze di frontiera è stato condannato a due anni per un sistema a pagamento lungo la strada Odessa-Reni, che chiedeva 300 dollari per passeggero. La guerra ha trasformato il diritto di attraversare il confine in una risorsa scarsa, generando un prezzo elevato. Il mercato nero dell’espatrio clandestino in Ucraina è un esempio di come le restrizioni e la guerra possano alimentare un sistema complesso, in cui ogni soggetto vende un segmento del servizio, senza necessariamente conoscere l’intera filiera.
