Ekarus, il primo strumento di ottica adattiva italiano in azione a Asiago

Ekarus, il primo strumento di ottica adattiva italiano, entra in funzione a Asiago. Innovativo e modulare, permette test di nuove tecnologie per telescopi futuri.

Il telescopio Copernico dell’Inaf, a Asiago, ha visto l’attivazione di Ekarus, il primo strumento di ottica adattiva montato su un telescopio italiano. Il progetto, finanziato con 125mila euro dall’Inaf, ha raggiunto la sua prima luce in poco più di un anno, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Ekarus è un’innovativa piattaforma per testare nuove tecnologie di ottica adattiva, utilizzata per migliorare la qualità delle immagini astronomiche e preparare i futuri telescopi, come l’Extremely Large Telescope.

Un sistema modulare per la ricerca e l’educazione

Ekarus non è progettato per competere con i giganteschi telescopi terrestri da 8 metri, ma per offrire una piattaforma modulare e economica per testare nuove tecnologie. Il sistema è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra l’Inaf, l’Onera e il Lam, e si basa sull’eredità del progetto Papyrus, decommissionato all’Observatoire Haute-Provence. L’obiettivo è duplice: promuovere la ricerca e l’innovazione e formare le nuove generazioni di ricercatori.

La tecnologia all’avanguardia

Il sistema di ottica adattiva di Ekarus utilizza 450 attuatori per deformare lo specchio mille volte al secondo, correggendo le distorsioni causate dall’atmosfera. Il sensore di fronte d’onda, chiamato “a piramide”, misura centinaia di volte al secondo le distorsioni della luce. L’elettronica di controllo è ultra-veloce, con frequenze di correzione di 1-2 kHz e latenze inferiori al millisecondo. Questa tecnologia permette di ottenere immagini con una risoluzione fino a 10-20 volte superiore rispetto al telescopio Valentina Guglielmo. «Guardare lo spazio attraverso l’atmosfera terrestre è un po’ come cercare di distinguere una moneta sul fondo di una piscina agitata», spiega Alessandro Ballone, ricercatore all’Inaf di Padova. «L’ottica adattiva è la tecnologia che corregge questo difetto in tempo reale grazie ad alcuni elementi fondamentali: il sensore di fronte d’onda, il sistema di calcolo in tempo reale e lo specchio deformabile con i suoi attuatori.»

Le prossime sfide e le attività educative

Dal 26 al 30 ottobre 2026, durante la scuola Observing with Adaptive Optics, 30 studenti di dottorato avranno la possibilità di utilizzare Ekarus durante sessioni di osservazione notturne. Il progetto prevede anche nuovi upgrade, tra cui l’introduzione di un sensore alternativo chiamato Bi-O edge, che potrebbe migliorare ulteriormente le prestazioni dell’ottica adattiva estrema. Inoltre, sono previste sessioni di osservazione per affinare il modello di puntamento del telescopio e testare nuovi algoritmi basati su reti neurali.

«La scelta del telescopio Copernico di Asiago è stata guidata dal fatto che dispone di un banco ottico dedicato nella stazione focale Coudé, perfettamente idoneo a ospitare sia la struttura attuale sia i futuri upgrade», spiega Davide Greggio, ricercatore all’Inaf di Padova e co-principal investigator di Ekarus. «L’Osservatorio di Asiago, nella sua storica sede del Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Padova, dispone di un’infrastruttura ideale per ospitare studenti, mettendo a disposizione foresterie, sale per l’insegnamento e salette più piccole per lavori di gruppo.»