Ex Ilva, De Palma: “Soldi pubblici ai privati e nessuna garanzia, a Taranto è bomba sociale”
De Palma (Fiom-Cgil) denuncia mancanza di garanzie e investimenti per Taranto, ex Ilva.
Il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, ha espresso preoccupazioni sulla situazione sociale e industriale di Taranto, dove l’ex Ilva rappresenta un punto di tensione. Secondo De Palma, per anni sono stati destinati soldi pubblici a soggetti privati senza alcuna garanzia per i cittadini e i lavoratori. Questo ha portato a una situazione di “bomba sociale” che rischia di esplodere se non viene affrontata con urgenza e con un piano di investimenti concreto. L’incontro a Palazzo Chigi, a poche ore dall’annuncio del governo, ha visto il sindacato rappresentare la crisi che si sta sviluppando, con un blocco dei licenziamenti e misure di integrazione salariale al 70%.
Investimenti pubblici e sovranità industriale
De Palma ha sottolineato che la decarbonizzazione dell’acciaio deve avvenire attraverso il DRI, una tecnologia che permette di produrre il “pre-ridotto” per i forni elettrici. Questo processo, che dovrebbe essere verticalizzato, è stato rimandato per anni, causando un ritardo che ha portato a una crisi economica e sociale. Secondo il sindacato, il governo non ha ancora compreso che la sovranità industriale non può essere lasciata ai privati, ma deve essere garantita attraverso interventi pubblici. La sovranità industriale non può essere lasciata ai privati.
Il sindacato ha rilanciato la richiesta di un investimento di riconversione per Taranto, sottolineando che la città ha diritto a un futuro industriale diverso da quello legato solo all’acciaio. De Palma ha anche ricordato che l’errore non è solo nella gestione dell’ex Ilva, ma anche nella visione industriale del passato. Negli anni dell’industrializzazione, si è pensato che a Taranto si facesse solo acciaio, mentre nel resto d’Italia si facesse altro. Questo ha portato a una dipendenza economica e sociale troppo forte da una sola industria.
Le priorità del sindacato e i prossimi passi
Nell’immediato, il sindacato ha chiesto di garantire la continuità del lavoro a Taranto, Genova e Novi Ligure. Le due priorità sono la verticalizzazione e l’acquisto di materiale sul mercato, se necessario. De Palma ha anche sottolineato che il governo deve rispondere al piano straordinario presentato dai sindacati, che prevede la finanziamento della società pubblica DRI Italia e la garanzia dell’occupazione. La prossima settimana è in programma un nuovo incontro a Palazzo Chigi, dove si discuterà del DRI, dei forni elettrici e dell’occupazione. Il governo deve rispondere al piano straordinario presentato dai sindacati.
De Palma ha anche ricordato che il blocco sull’ex Ilva nasce da un ritardo politico che va avanti da 14 anni, dal sequestro preventivo dell’area a caldo del 2012. Chi ha avuto la responsabilità di governare non ha fatto ciò che era giusto fare, cioè investire per tempo nella transizione energetica. La decarbonizzazione dell’acciaio si fa con il DRI: è quella la tecnologia che permette di produrre il “pre-ridotto” da destinare poi ai forni elettrici, in un processo verticalizzato. Non averlo fatto per un decennio ci ha portato dove siamo oggi.
