Salvatore Parolisi, l’assassino di Melania Rea: dove si trova e cosa fa oggi

Salvatore Parolisi, l’assassino di Melania Rea, è in carcere e potrebbe uscire nel 2029. La figlia ha cambiato cognome.

Salvatore Parolisi, l’assassino di Melania Rea: dove si trova e cosa fa oggi
Salvatore Parolisi, l’assassino di Melania Rea: dove si trova e cosa fa oggi

Salvatore Parolisi, l’uomo accusato dell’omicidio di Melania Rea, è attualmente in carcere e potrebbe uscire nel 2029. L’omicidio, avvenuto il 18 aprile 2011, ha scosso l’opinione pubblica e ha portato a una condanna iniziale di ergastolo, ridotta successivamente a 20 anni. La vittima, Melania Rea, aveva 28 anni e una figlia di 18 mesi quando è stata uccisa dal marito, che ha agito in preda alla rabbia. L’omicidio fu seguito da un depistaggio e da una serie di indagini che hanno portato alla condanna di Parolisi.

La condanna e la sua evoluzione

Salvatore Parolisi fu condannato nel 2012 all’ergastolo con interdizione perpetua, ma la pena fu ridotta a 20 anni nel 2015 grazie al rito abbreviato. La sentenza fu confermata in Cassazione. L’assassino, tuttavia, è considerato un detenuto modello e potrebbe ottenere benefici come la semilibertà e la possibilità di lavorare fuori dal carcere già nel 2027. Attualmente è recluso nel carcere di Bollate, dopo un periodo in quello di Torre del Gallo a Pavia.

La sua condotta è sempre stata positiva, e potrebbe portarlo a benefici legali nel tempo. Secondo il suo legale, Antonio Cozza, Parolisi lavora come centralinista all’interno del carcere e sta studiando Giurisprudenza all’Università di Milano. La sua posizione di detenuto modello potrebbe permettergli di ottenere la semilibertà e di lavorare fuori dal carcere già nel 2027.

Le dichiarazioni e le reazioni della famiglia

La famiglia di Melania Rea ha espresso forti critiche, sostenendo che la pena non sia sufficiente per un crimine così grave. Durante un’intervista choc rilasciata nel 2023, Parolisi aveva accusato la famiglia della vittima di ingerenze nel loro rapporto, ma la famiglia ha seccamente smentito questa versione. Il padre di Melania, Gennaro Rea, ha espresso un forte dissenso, sostenendo che chi uccide in quel modo non dovrebbe mai uscire dal carcere.

La giustizia, secondo la famiglia, non ha dato una risposta adeguata al crimine commesso. Il padre di Melania ha affermato che la figlia avrebbe dovuto subire ancora molto per definire quel gesto crudele, e che chi uccide in quel modo non dovrebbe mai uscire dal carcere.

La figlia di Melania Rea, Vittoria, ha cambiato legalmente il suo cognome in quello materno nel 2020, a soli 18 mesi dalla morte della madre. La famiglia ha continuato a mantenere un forte impegno contro la violenza sulle donne, fondando un’associazione dopo l’omicidio. La memoria di Melania Rea vive nei cuori di chi l’ha amata, e la sua storia è diventata un simbolo di lotta per la giustizia e la protezione delle donne.