La Sardegna si trasforma in hub nautico internazionale
Cresce la presenza di superyacht in Sardegna, con dati in aumento del 30% nel 2026. La nautica diventa un settore industriale strategico.

La Sardegna si conferma come uno dei principali hub nautici del Mediterraneo, con un incremento del 30% nella presenza di superyacht nel 2026. Dati rilevati durante il Cannes Yachting Festival 2026 mostrano una crescita significativa del traffico nautico, con 3.176 superyacht identificati tra giugno e agosto, un aumento rispetto ai 2.888 del 2025 e ai 2.495 del 2024. La presenza si concentra principalmente nella Costa Smeralda, ma si espande anche in aree come il golfo di Arzachena, Cannigione e Tavolara–San Teodoro, segnando una distribuzione più ampia del traffico. Questo fenomeno non solo rappresenta un’opportunità economica, ma si sta trasformando in una politica industriale strategica per la regione.
Un mercato in crescita e un valore economico elevato
La flotta di superyacht in Sardegna ha un valore complessivo stimato di oltre 19,2 miliardi di dollari, con un’incidenza del 61% concentrata su 56 unità che superano i 100 milioni di dollari. Questi yacht, pur rappresentando il 19,4% delle unità valorizzate, contribuiscono al 61% del valore totale. La media dei superyacht analizzati è di 61,7 metri, con una mediana di 57 metri. La fascia più rappresentata è tra 40 e 59 metri, con il 42,3% del campione, mentre un ulteriore 34% si colloca tra 60 e 89 metri. Tra i 291 superyacht analizzati, 106 sono stati costruiti in Italia, con marchi come Benetti, Perini Navi e Sanlorenzo che si distinguono per la loro presenza.
Il Made in Italy ha un ruolo chiave nel settore nautico sardo, con il 36,4% dei superyacht analizzati costruiti in Italia. Questo dato conferma una forte capacità produttiva e una reputazione internazionale. Inoltre, i dati AIS, acquisiti attraverso il sistema Pelagus della Guardia Costiera, hanno permesso di mappare con precisione la presenza e la distribuzione dei superyacht, evidenziando una crescita in aree non tradizionali.
Un’industria in movimento e un’attenzione al Made in Italy
La presenza dei superyacht in Sardegna non si limita al turismo, ma si estende a settori economici come finanza, investimenti, industria manifatturiera e immobiliare. I dati rivelano che il 14,4% dei yacht è associato a attività finanziarie e investimenti, mentre il 12% è legato all’industria manifatturiera. Questo quadro conferma l’importanza del settore nautico come motore di crescita per l’economia regionale.
La crescita del traffico nautico ha un impatto significativo sulle infrastrutture locali. Il Piano regionale di internazionalizzazione della nautica mira a sviluppare una filiera completa, con porti, cantieristica, servizi e attività produttive. L’obiettivo è trasformare la Sardegna da destinazione nautica in un sistema industriale del mare, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla transizione energetica. La sfida futura è mettere in relazione il traffico nautico con il resto del sistema produttivo sardo, favorendo nuovi investimenti e occupazione qualificata. La Sardegna, con la sua posizione geografica e la sua capacità produttiva, si posiziona come un hub strategico per l’industria nautica, con un’attenzione crescente alle opportunità economiche e alla sostenibilità.
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