Casablanca, il porto marocchino diventa destinazione turistica
Casablanca si trasforma in destinazione turistica grazie a un albergo di lusso e un porto attrezzato per la navigazione.

Casablanca, il porto del Marocco, si sta trasformando in una destinazione turistica di rilievo grazie a un progetto di riconversione che unisce servizi di alta qualità, infrastrutture moderne e un’offerta di accoglienza unica. Situata poco meno di duecento miglia a sud di Tangeri e poco più di duecento dallo Stretto di Gibilterra, la città offre un accesso strategico alla costa atlantica, dove pochissimi ripari reali sono disponibili. La navigazione, in particolare, richiede una previsione precisa dell’onda lunga oceanica, poiché i venti dominanti da nord e nordest spingono verso sud, rendendo la discesa comoda, mentre la risalita richiede finestre più selezionate.
Un albergo di lusso che celebra la tradizione
Al centro della trasformazione urbana di Casablanca si trova l’albergo Royal Mansour, un’opera di rilievo che ha riaperto nel 2024 dopo otto anni di lavori di ricostruzione. Situato a poco più di un chilometro dai pontili, l’edificio, originariamente progettato nel 1953 da Emile-Jean Duhon, è diventato un simbolo di lusso e modernità. Il progetto ha mantenuto alcuni elementi originali, come il Patio che richiama l’antico giardino d’inverno, la scala elicoidale spostata accanto al bar e le tende rosse in facciata. Il risultato è un palace urbano di ventitré piani con 149 camere e suite, seconda insegna della collezione Royal Mansour dopo Marrakech.
La struttura è pensata non solo come luogo di soggiorno, ma anche come destinazione per soste lunghe. La piscina controcorrente al quinto piano, la spa di oltre 2.500 metri quadrati con hammam, sauna e cabine, il fitness centre aperto ventiquattro ore e il salone barbiere di 240 metri quadrati al ventesimo piano completano l’offerta. La boutique di pari superficie con accesso indipendente e il centro congressi con sei sale modulari e una ballroom da 450 persone sono solo alcuni degli spazi dedicati al comfort e alla convivialità.
La cucina dell’albergo unisce tradizione e innovazione
Al piano del Patio si trova La Brasserie di Éric Frechon, chef Meilleur Ouvrier de France e ex direttore dell’Épicure del Bristol di Parigi. Il menu include ostriche di Oualidia, astici di Mohammedia e piccione con foie gras in crosta di cereali. Accanto, Le Sushi Bar di Keiji Matoba offre omakase e banco a vista, mentre Le Bar riprende l’eredità del Diplomate con una carta di miscelazione e un menu firmato da Frechon. Il ristorante Kyúb, a bordo piscina, unisce la cucina costiera marocchina al ricettario latinoamericano, con serate a tema durante la stagione.
Un porto attrezzato per la navigazione
La trasformazione di Casablanca non si limita al settore turistico. Il porto, lanciato nel 2006 dalle società della Caisse de dépôt et de gestion su una ventina di ettari, ha ricucito il tratto di litorale compreso tra i cantieri navali e la Moschea Hassan II, restituendo alla città un affaccio che il porto merci aveva sottratto per un secolo. Il porto turistico conta circa centocinquanta posti, con un pescaggio massimo di 2,8 metri e una larghezza massima ammessa di quasi tredici metri. La distanza dal centro rende Casablanca una base logica per cambi equipaggio e imbarco ospiti prima di scendere verso le Canarie o verso il Senegal.
Altri porti, come Mohammedia, El Jadida e Essaouira, restano porti di pesca con installazioni marginali, mentre la marina di Bouregreg, a Rabat, sconta la barra fluviale all’imboccatura. Casablanca è quindi l’unico scalo pienamente attrezzato del tratto centrale della costa. Le formalità di ingresso in Marocco restano quelle di un Paese extra Schengen, con controllo di polizia, dogana e sanità marittima all’arrivo e alla partenza, e vanno preventivate come tempo effettivo di sosta a bordo.
