Cassazione decide ultima chance per Olindo Romano e Rosa Bazzi
Cassazione decide ultima chance per Olindo Romano e Rosa Bazzi, processo per strage di Erba.

La Cassazione si appresta a decidere se concedere l’ultima possibilità di revisione del processo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba del 2006. La decisione, attesa in serata, potrebbe rappresentare un momento cruciale per i coniugi, che hanno presentato un ricorso di 111 pagine per contestare la sentenza definitiva. La richiesta, sostenuta da un team di avvocati, si basa su nuove prove scientifiche e dati clinici, che la difesa ritiene in grado di mettere in dubbio la credibilità del testimone oculare e le confessioni dei coniugi.
Ultima possibilità per i coniugi condannati
Olindo Romano e Rosa Bazzi, accusati di aver ucciso Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la nonna materna Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini, attendono con ansia la decisione della Suprema Corte. Per la difesa, la motivazione che ha respinto la richiesta di revisione del processo è “del tutto scollata” dal contenuto dell’istanza, con il rischio di un “cortocircuito logico” e una “negazione” da parte della Corte di Brescia. Gli avvocati, tra cui Fabio Schembri, sottolineano che i nuovi elementi di prova potrebbero essere assunti in dibattimento, come previsto dalla Costituzione, permettendo una valutazione più completa.
La difesa sostiene che le nuove prove potrebbero cambiare la prospettiva del caso. Nel ricorso, vengono evidenziati “plurime acquisizioni scientifiche nuove” e “dirompenti dati clinici” che, a loro avviso, mettono in discussione la credibilità del testimone oculare Mario Frigerio. La difesa sostiene che le confessioni dei coniugi, fatte in presenza del difensore, non possono essere considerate spontanee e che le tracce ematiche trovate sull’auto di Olindo non sono sufficienti a confermare la colpevolezza. Per i giudici della Corte di Brescia, invece, la solidità dell’impianto probatorio e l’assenza di novità significative nelle prove non permettono di modificare le sentenze definitive.
Le contestazioni dei familiari delle vittime
La famiglia delle vittime, rappresentata da Giuseppe “Beppe” Castagna, ha espresso la sua convinzione che la Cassazione confermerà le decisioni dei giudici di Brescia. Tuttavia, il fratello Pietro Castagna ha sottolineato che il circo mediatico potrebbe tornare a interessarsi del caso, con “pagliacci e domatori di fiere” che non si occupano della verità, ma di interessi esterni. Per la difesa, il caso è un esempio di “presunzione di innocenza” non rispettata, e la revisione potrebbe rappresentare una possibilità di giustizia per i coniugi.
La Cassazione dovrà valutare se le nuove prove sono sufficienti a modificare la sentenza. Il procuratore generale della Cassazione, Giulio Monferini, ha espresso il parere contrario, affermando che le nuove prove sono “mere congetture” e non in grado di scardinare i pilastri della condanna. Secondo il magistrato, le prove presentate non sono nuove né significative, e non smontano le motivazioni che hanno portato all’ergastolo per i coniugi. La difesa, però, continua a sperare in un esito diverso, sottolineando l’importanza di un’analisi rigorosa e conforme al diritto.
La decisione della Cassazione potrebbe aprire nuove discussioni su come si applica il diritto in casi complessi e su come si valutano le prove scientifiche e le confessioni in contesti di forte mediazione e interesse pubblico. La strage di Erba, avvenuta 18 anni fa, rimane un caso che ha suscitato emozioni e dibattiti, ma la decisione di oggi potrebbe rappresentare un passo importante per chi ha sempre creduto nella giustizia.
