Tecnologie marine potrebbero salvare i cetacei del Nord Atlantico

Tecnologie marine e dati in tempo reale potrebbero ridurre gli scontri con i cetacei, grazie a iniziative come il WAVS Taskforce.

Navi con tecnologie marine e sistemi di rilevamento per proteggere i cetacei del Nord Atlantico
Navi con tecnologie marine e sistemi di rilevamento per proteggere i cetacei del Nord Atlantico

Il Nord Atlantico è un’area cruciale per la conservazione dei cetacei, in particolare per i whales del Nord Atlantico, la specie più in pericolo lungo la costa orientale degli Stati Uniti. Con circa 380 individui rimasti, di cui solo 70 femmine in grado di riprodursi, la protezione di questa specie è diventata una priorità. Per affrontare il problema, il settore marittimo sta cercando soluzioni tecnologiche, piuttosto che regolamenti generali, per ridurre gli scontri tra navi e cetacei. L’obiettivo è creare un sistema che permetta ai marinai di condividere informazioni in tempo reale, migliorando la sicurezza senza limitare la libertà di navigazione.

Un approccio tecnologico per la conservazione

Il WAVS Taskforce, un’organizzazione non profit fondata da Viking Marine Group, sta lavorando per sviluppare un sistema basato su tecnologie esistenti, non su innovazioni nuove. L’obiettivo è integrare i dati raccolti da sensori già installati sulle navi, permettendo una condivisione automatica tra i mezzi in mare. Questo approccio, detto “scalpel-based”, mira a intervenire in modo mirato, evitando regolamenti generali che potrebbero danneggiare l’industria nautica. John DePersenaire, presidente del WAVS Taskforce, spiega che l’obiettivo principale è “sfruttare l’innovazione e la tecnologia per mitigare il rischio di collisioni con i cetacei”.

Integrazione e interoperabilità delle tecnologie

Il successo del progetto dipende dall’interoperabilità tra diversi sistemi tecnologici, spesso di proprietà diversa. Matthew Zimmerman, CEO di FarSounder e membro del WAVS Taskforce, sottolinea che “abbiamo bisogno di sistemi automatizzati per gestire l’enorme quantità di dati necessari”. L’idea è di utilizzare i dati già disponibili, come quelli raccolti da sensori NMEA 0183 e NMEA 2000, per creare un flusso di informazioni bidirezionale. Questo permetterebbe alle navi di condividere dati in tempo reale, riducendo la necessità di installare nuove tecnologie costose. L’obiettivo è creare un sistema scalabile e accessibile, che non crei sovraccarico per i marinai.

Un passo avanti verso la condivisione dati

Il progetto include l’introduzione di “pulsanti virtuali” sui pannelli di navigazione, che permetteranno ai marinai di registrare e condividere osservazioni sui cetacei, insieme a dati sulle loro navi. Una volta verificati, questi dati saranno condivisi con altre navi attraverso sistemi come l’Automatic Identification System (AIS), o tramite messaggi generati da terzi. Questo sistema potrebbe ridurre il rischio di collisioni, soprattutto in aree dove i cetacei sono più presenti. DePersenaire ha anche spiegato che i dati raccolti da osservatori ufficiali vengono inseriti in tempo reale, mentre quelli da marinai comuni richiedono un po’ più di tempo per la verifica.

Il lavoro del WAVS Taskforce non si limita alla tecnologia: si tratta anche di creare una rete di collaborazione tra aziende, esperti e marinai. Un esempio concreto è la nave Contender 24S, che ospita tecnologie di 13 diversi produttori, permettendo di testare l’interoperabilità. Questo tipo di collaborazione è essenziale per garantire che le tecnologie siano realmente utili e accessibili a tutti i navigatori. Il progetto, pur non essendo ancora completo, rappresenta un passo significativo verso una navigazione più sicura e responsabile nel Nord Atlantico.