La Posidonia Oceanica: un alleato naturale per la difesa costiera e il clima
La Posidonia Oceanica, pianta marina chiave per la protezione delle coste e il clima, è oggetto di nuove normative regionali in Sicilia.

La Posidonia Oceanica, una pianta marina chiave per la protezione delle coste e il clima, sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nella gestione ambientale del Mediterraneo. Le banquette formate dalle foglie depositate sulla riva rappresentano una barriera naturale contro l’erosione, ma sono spesso percepite come un elemento sgradevole da parte dei bagnanti. La Regione Siciliana ha adottato normative specifiche per tutelare questa specie, considerandola non come un rifiuto, ma come una risorsa vitale per la difesa costiera e la lotta al cambiamento climatico.
Un ecosistema in pericolo
La Posidonia Oceanica, specie endemica del Mar Mediterraneo, forma estese praterie sommerse che si sviluppano da pochi metri fino a circa 40-50 metri di profondità. Questi habitat rappresentano uno degli ecosistemi più ricchi e vitali del mare, offrendo rifugio e nutrimento a numerose specie e svolgendo una funzione fondamentale nella protezione delle coste e nella mitigazione del riscaldamento globale. Secondo recenti rapporti, negli ultimi cinquant’anni si sarebbe registrata una perdita fino al 34% delle praterie di Posidonia, a causa dell’impatto delle attività umane, della pesca a strascico, degli ancoraggi indiscriminati e del progressivo aumento della temperatura delle acque.
La pianta esercita anche una rilevante funzione di difesa costiera, grazie alle lunghe foglie che rallentano il moto ondoso e alle fitte reti di radici e rizomi che consolidano e stabilizzano il fondale sabbioso. Quando le foglie morte si staccano dalle praterie sommerse e vengono trasportate a riva dalle onde, formano accumuli conosciuti come banquette, che funzionano come un vero e proprio “materasso” naturale, capace di assorbire l’energia delle onde invernali, proteggere la linea di costa e trattenere la sabbia sulla spiaggia.
La rimozione indiscriminata delle banquette può accelerare i fenomeni erosivi e privare il litorale di una barriera naturale indispensabile.
Normative regionali per la tutela
Un primo riferimento fondamentale è rappresentato dalla Circolare dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, protocollo numero 3572 dell’8 maggio 2009. La cosiddetta circolare “storica” ha fissato le linee guida per la gestione dei rifiuti sulle aree demaniali e degli accumuli di Posidonia, stabilendo che lo spostamento o la rimozione delle banquette richiede uno specifico provvedimento autorizzativo dei dipartimenti regionali competenti, in particolare del Servizio VIA/VAS e del Demanio marittimo. La normativa esclude quindi la possibilità di procedere autonomamente allo sgombero degli accumuli o di utilizzare indiscriminatamente mezzi pesanti. Ogni intervento deve essere valutato in relazione alle caratteristiche ambientali dell’area e alle possibili conseguenze sull’equilibrio naturale del litorale. La Regione Siciliana ha introdotto ulteriori disposizioni attraverso il DDG/DRA numero 476 del 2007, il provvedimento numero 707 del 2010 e la circolare protocollo 11445 del 25 febbraio 2022, promuovendo il modello della “spiaggia ecologica” e limitando l’utilizzo di mezzi meccanici pesanti nella gestione ordinaria.
La movimentazione deve essere valutata attentamente, autorizzata dagli uffici competenti e realizzata attraverso tecniche a basso impatto ambientale.
