Bruno ritrovato dopo sette anni: il cane riconosce la voce della sua umana
Un cane ritrovato dopo sette anni grazie a un appello sui social, riconosce la voce della sua umana.

Sette anni dopo la scomparsa, un cane ha ritrovato la sua umana. Bruno, un meticcio socievole e vivace, è stato ritrovato grazie a un appello pubblicato sui social. La donna che lo aveva accolto nella sua casa di Tor San Lorenzo, ad Ardea, lo ha riconosciuto per la voce e per le grandi orecchie. L’incontro, dopo 2.500 giorni di distanza, è stato commovente e pieno di emozioni.
Una ricerca senza fine
Bruno è scomparso nel 2019 dal giardino di casa. Stefania, la sua umana, ha iniziato immediatamente a cercarlo, pubblicando appelli sui social e affiggendo cartelli. «L’ho aspettato per settane, ho anche pubblicato post sui social e affisso cartelli per ritrovarlo, ma nessuno mi ha mai contattata», racconta. Con il passare del tempo, la speranza si è trasformata in timore. Stefania pensava che il cane potesse essere stato investito o portato via da qualcuno.
Non è possibile ricostruire con certezza tutti i suoi spostamenti né stabilire cosa sia accaduto nelle precedenti occasioni in cui sarebbe stato ritrovato. Il cane, inoltre, risultava ancora privo di microchip. Nel frattempo, la donna aveva continuato a seguire le segnalazioni degli animali smarriti, anche per aiutare altre persone a ritrovare i propri compagni a quattro zampe.
Un ritrovamento inaspettato
Il 7 agosto 2026, Bruno è stato trovato mentre vagava nella zona di La Cogna, ad Aprilia. Le guardie zoofile dell’Associazione Noetaa di Latina, insieme al titolare di una pizzeria della zona, hanno recuperato il cane e lo hanno portato al canile Galileo Galilei di Latina. Da lì è stato pubblicato un appello sui social, accompagnato da fotografie, per cercare i suoi proprietari. Stefania ha visto quelle immagini e ha sentito immediatamente che quel cane potesse essere Bruno. «Era di certo più anziano, ma le grandi orecchie erano inconfondibili, ero quasi sicura che fosse Bruno», ha detto. La donna ha contattato le guardie zoofile e ha mostrato le vecchie fotografie del cane. Il confronto ha confermato la sua identità.
Appena l’ha visto gli ha detto solo “Bruno”, lui mi è venuto incontro scodinzolando e si è fatto prendere in braccio senza esitare, riempiendomi di bacini. Il momento dell’incontro ha cancellato, almeno per qualche istante, il peso di tutti quegli anni. Bruno, nel frattempo, è diventato anziano e presenta condizioni di salute che richiedono attenzione: è debilitato, ha pulci e vermi e mostra un trauma all’occhio. Tuttavia, il momento dell’incontro ha cancellato, almeno per qualche istante, il peso di tutti quegli anni.
Oggi Bruno ha ritrovato una quotidianità fatta di attenzioni, passeggiate e momenti condivisi. La donna lo porta al bar ogni mattina e lo accompagna in passeggiate. In casa ha trovato anche un nuovo amico: Nenè, uno Yorkshire adulto con cui ha instaurato un bel rapporto. La sua storia ricorda quanto siano importanti l’identificazione degli animali e l’aggiornamento dei dati del microchip. Nonostante il ritrovamento, restano molti interrogativi su ciò che Bruno abbia vissuto durante i sette anni di lontananza. Per Stefania, adesso, il passato può lasciare spazio al presente. Bruno è tornato a casa e i giorni da contare non sono più quelli trascorsi lontani, ma quelli che potranno ancora vivere insieme.
