Bossetti: dichiarazioni spontanee prima della sentenza per Yara Gambirasio

Massimo Bossetti rilascia dichiarazioni spontanee prima della sentenza per l’omicidio di Yara Gambirasio, chiedendo la ripetizione del test del DNA.

Bossetti: dichiarazioni spontanee prima della sentenza per Yara Gambirasio
Bossetti: dichiarazioni spontanee prima della sentenza per Yara Gambirasio

Il 1 luglio 2016, poco prima della sentenza della corte d’Assise di Bergamo, Massimo Bossetti ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti ai giudici, proclamandosi ancora una volta innocente e chiedendo la ripetizione del test del DNA. L’udienza, in cui si decide il destino del muratore di Mapello, è seguita da una folla di giornalisti e curiosi, con la presenza della moglie Marita Comi e della sorella Laura Letizia. Bossetti, accusato di omicidio volontario pluriaggravato e calunnia, ha cercato di dimostrare la sua buona fede e la sua innocenza, sottolineando la sua vita dedicata a famiglia e figli.

dichiarazioni spontanee

Prima del verdetto, Bossetti ha espresso la sua volontà di incontrare i genitori della vittima, Yara Gambirasio, per guardare negli occhi i genitori della piccola e far loro capire che l’assassino è ancora in libertà. “Sarei felice di incontrare i genitori della piccola Yara, di guardarli negli occhi perché conoscendomi saprebbero che l’assassino è ancora in libertà, poiché anche loro sono vittime di chi non ha saputo trovare il colpevole”, ha detto. L’uomo ha anche ricordato la sua adozione a distanza di un bambino messicano, per sottolineare il suo buon cuore.

test dna e famiglia

Bossetti ha chiesto con forza la ripetizione del test del DNA, affermando che la famiglia non ha mai creduto al legame di sangue con Giuseppe Guerinoni, il vero padre della vittima. Ha letto un suo scritto per evitare che l’emozione lo impedisse di esprimersi. La famiglia di Bossetti, infatti, non ha mai accettato il legame con il padre biologico di Yara, che secondo la scienza era il suo vero padre. La decisione della corte d’Assise di Bergamo, ora riunita in camera di consiglio, è attesa non prima delle 20 di stasera.

Il pm Letizia Ruggeri ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per sei mesi per Bossetti, accusato di aver ucciso Yara la sera stessa della sparizione, anche se il cadavere fu ritrovato tre mesi dopo. La famiglia di Yara, che ha sempre sostenuto la versione di Bossetti, attende con ansia il verdetto. “Se mi condannerete, sarà l’errore del secolo, […] ma accetterò il verdetto qualunque esso sia perché pronunciato in assoluta buona fede”, ha affermato Bossetti nel suo discorso.

L’aula è piena di giornalisti e curiosi che aspettano il verdetto, mentre la famiglia di Bossetti, composta da sua moglie e sorella, attende con tensione. La sentenza, che potrebbe decidere il destino del muratore di Mapello, è attesa con grande attenzione da tutti i partecipanti all’udienza. La corte d’Assise di Bergamo dovrà valutare l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato e calunnia, con il pm che ha chiesto una pena severa per il presunto assassino.