Macron chiede a YouTube di finanziare contenuti e avverte su minacce al modello culturale francese
Macron chiede a YouTube di finanziare contenuti locali e avverte su minacce al modello culturale francese

Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto a YouTube di finanziare contenuti locali e ha avvertito del crescente rischio per il modello culturale francese, durante un incontro al Lumière Summit a Saint-Paul-de-Vence. Macron ha sottolineato l’importanza di un approccio multilaterale per modificare la strategia del colosso del video, in modo da supportare la creatività e la proprietà intellettuale. L’evento, co-organizzato con il presidente coreano Lee Jae Myung, è stato scelto per affrontare le sfide del settore dell’entertainment, tra cui la dominanza di piattaforme come YouTube e TikTok e l’espansione dell’intelligenza artificiale.
YouTube e la sua influenza sul mercato
Macron ha riconosciuto l’efficienza di YouTube, che è diventato il default per molti utenti in diversi paesi. Tuttavia, ha sottolineato che la piattaforma sta distorcendo il flusso di pubblico verso canali tradizionali dove vengono investiti grandi fondi per la produzione. “È chiaro che oggi si distolgono molte persone da queste piattaforme o dai grandi canali dove si investe molto in creazione”, ha detto durante l’incontro presso la Fondazione Maeght. Il presidente ha espresso preoccupazione per il fatto che YouTube, che supera Netflix in oltre 20 mercati internazionali, non contribuisca in modo significativo al finanziamento dei contenuti locali.
La difesa del modello culturale francese
Macron ha ribadito l’importanza del modello culturale francese, noto come “exception culturelle”, che si basa su un sistema di tasse sul cinema e sull’investimento in produzioni locali. Ha avvertito che alcuni estremi si oppongono al National Film Board (CNC) e al DNA del modello francese. “Dobbiamo essere pronti a resistere perché questo modello è stato creato da decenni da artisti, dallo Stato e da diversi governi e è estremamente importante”, ha sottolineato. Il presidente ha anche menzionato l’importanza del credito fiscale internazionale per le produzioni cinematografiche, che ha contribuito a attrarre un numero crescente di produzioni internazionali in Francia.
Macron ha inoltre parlato del ruolo della Francia nel settore dell’intelligenza artificiale, sottolineando il sostegno alla crescita delle aziende francesi come Mistral e la creazione del Regolamento UE sull’IA. Ha sottolineato che la tecnologia deve essere accompagnata da protezioni per la proprietà intellettuale e maggiore trasparenza. “Quando si ha contenuto prodotto con l’AI, è necessario sapere che è stato generato da un algoritmo. La trasparenza per noi è fondamentale”, ha detto. Senza questa trasparenza, ha avvertito, l’AI potrebbe “trasformare radicalmente la relazione con la verità”, alimentando la disinformazione non solo nel settore creativo, ma anche nella scienza e nella democrazia.
Le sfide del settore cinematografico
Macron ha anche affrontato le sfide del settore cinematografico, tra cui la concentrazione del mercato e le fusioni tra aziende come Paramount Skydance e Warner Bros. Ha spiegato che non ha avuto un ruolo attivo nel lobbying per la fusione, ma ha sostenuto i compromessi per un maggiore investimento in Europa e la creazione di nuovi contenuti. “Cosa è importante per noi è garantire che si continui a finanziare la creazione, che si continui a lavorare con noi e che si producano più film in Francia e in Europa”, ha detto. Il presidente ha anche menzionato la crescita delle produzioni in Francia, tra cui la sesta e ultima stagione di “Emily in Paris” e la quarta stagione di “The White Lotus”.
Con il suo mandato che si avvicina al termine, Macron ha espresso preoccupazione per il futuro del modello culturale francese, soprattutto in un contesto di polarizzazione politica. Ha sottolineato che la difesa del modello culturale non riguarda solo i posti di lavoro e la produzione cinematografica, ma anche la potenza sovranazionale della Francia. “La cultura e l’arte fanno parte di ciò che la Francia è, ma fanno parte anche della sua potenza soft”, ha concluso. La difesa del modello culturale francese, ha detto, richiede un impegno multilaterale e un investimento specifico da parte dello Stato.
