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Vannacci al centro di una levata di scudi bipartisan: da Rama a Schlein, la politica lo isola

Alessandro Santandrea September 6, 2026

Vannacci al centro di una levata di scudi bipartisan: da Rama a Schlein, la politica lo isola

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Un leader politico discute con giornalisti durante un forum, con reazioni di diversi esponenti politici
Un leader politico discute con giornalisti durante un forum, con reazioni di diversi esponenti politici

Il generale Vannacci, ex membro del partito leghista e attuale esponente di Forza Italia, si trova al centro di una levata di scudi bipartisan, con reazioni di diversi esponenti politici italiani e stranieri. Dalla sinistra alla destra, il dibattito si scatena intorno alle sue posizioni, con accuse di estremismo e mancanza di dialogo. Il primo ministro albanese Edi Rama, durante un forum a Cernobbio, ha espresso un giudizio netto, definendo Vannacci un “estremista” e sottolineando l’assenza di dialogo. La segretaria del Pd Elly Schlein ha aggiunto un commento di realismo politico, sottolineando che le posizioni di Vannacci non differiscono molto da quelle di Meloni e Salvini prima di entrare in governo. Anche Pierluigi Bersani ha espresso un giudizio simile, considerando Vannacci come un “peperoncino in più” sulle idee della destra.

La retorica e le reazioni di fronte al dibattito

Il dibattito si è acceso anche a causa delle dichiarazioni di Vannacci, che ha rifiutato di blandire gli industriali e ha mantenuto un atteggiamento diretto. Il leader di Futuro Nazionale, Giorgia Meloni, ha ricevuto un gelo dalla platea per le sue parole, che alcuni hanno interpretato come fasciste. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito il programma di Vannacci “estremista”, sottolineando che chi parla bene di Putin non può essere un alleato del governo. Anche il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha archiviato la questione, dichiarando la sua lealtà a Salvini e il rispetto per Meloni.

La politica si divide tra chi lo attacca e chi lo sostiene

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Nelle opposizioni, l’unico a fregarsi le mani è Matteo Renzi, che ha sottolineato la sua vicinanza a Vannacci nel passato. La faida interna è musica per le sue orecchie, poiché non è un segreto che Renzi abbia soffiato sul fuoco, dispensando consigli all’orecchio di Vannacci quando era vicesegretario leghista. Oggi, però, Renzi punge a viso aperto, sottolineando che Meloni non dovrebbe andare alle elezioni con un alleato di chi in Europa nessuno vuole neanche vedere. Vannacci, però, non si scompone e punta sull’isolamento e sulla grandinata bipartisan di anatemi per affermarsi come unico campione della destra antisistema in Europa.

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Le strategie e le prospettive future

Il dibattito si è acceso anche a causa delle dichiarazioni di Vannacci, che ha rifiutato di blandire gli industriali e ha mantenuto un atteggiamento diretto. Il leader di Futuro Nazionale, Giorgia Meloni, ha ricevuto un gelo dalla platea per le sue parole, che alcuni hanno interpretato come fasciste. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito il programma di Vannacci “estremista”, sottolineando che chi parla bene di Putin non può essere un alleito del governo. Anche il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha archiviato la questione, dichiarando la sua lealtà a Salvini e il rispetto per Meloni.

Le elezioni e le suppletive potrebbero decidere il destino della coalizione

Le reazioni a caldo e dietro le quinte sembrano dargli ragione. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è definitivo: “Il programma di Vannacci è estremista. Chi parla bene di Putin non può essere un alleato di questo governo”. Il collega Pichetto Fratin (FI) è appena più possibilista: “In questo momento non ci sono le condizioni per un percorso condiviso”. Del resto Forza Italia, specie l’ala meno legata ad Arcore, è da tempo la più disposta ad aprire i cancelli. “Non bisogna guardare a quel che si dice oggi; misurandosi con le necessità di governo le cose cambiano. E in coalizione saremmo tre contro uno: Vannacci avrebbe poco spazio”, sintetizza un dirigente azzurro.

Il dibattito si è acceso anche a causa delle dichiarazioni di Vannacci, che ha rifiutato di blandire gli industriali e ha mantenuto un atteggiamento diretto. Il leader di Futuro Nazionale, Giorgia Meloni, ha ricevuto un gelo dalla platea per le sue parole, che alcuni hanno interpretato come fasciste. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito il programma di Vannacci “estremista”, sottolineando che chi parla bene di Putin non può essere un alleato del governo. Anche il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha archiviato la questione, dichiarando la sua lealtà a Salvini e il rispetto per Meloni.

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