Elisa Claps, nuovi dettagli sull’omicidio: biglietti anonimi e incontro del parroco con una 18enne alle terme
Nuovi elementi sull’omicidio di Elisa Claps: biglietti anonimi, depistaggi e incontro del parroco con una ragazza alle terme.
Elisa Claps, la ragazza scomparsa nel 2011 e ritrovata morta nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza, ha visto emergere nuovi dettagli sull’omicidio che la portarono alla morte. La procura di Salerno ha fatto scadere i termini per le indagini preliminari dopo il ritrovamento del corpo, ma i reperti raccolti sono rimasti inutilizzati. Mentre si è concentrato l’interesse su due signore dell’impresa di pulizie che hanno ritrovato il corpo, le indagini hanno rivelato errori e depistaggi che hanno ostacolato la verità. Tra i nuovi elementi emersi, due biglietti anonimi e un incontro del parroco con una ragazza di Potenza alle terme.
Biglietti anonimi e sacerdote della Diocesi
Un biglietto anonimo, ritrovato a Parco Montereale, ha rivelato che chi ha ucciso Elisa non l’ha fatto da solo. Il testo, scritto in una nota a piè di pagina di una delle prime informative della Questura di Potenza, menziona un episodio con una gatta e un’azione simile a quella compiuta su Elisa. L’altro biglietto, inviato all’avvocato Maria Bamundo che difende le due donne, cita un sacerdote della Diocesi, De Sortis, come potenziale testimone. L’anonimo ha commesso un errore: non è stato spedito al suo studio né a casa, ma a una casa di proprietà di un collega della Bamundo, dove erano stati convocati dieci testimoni sul caso. L’anonimo è uno di loro, e adesso tocca alla procura indagare.
Il parroco e l’incontro con una 18enne alle terme
Dopo la scomparsa di Elisa, il parroco della Trinità, Don Mimì Sabìa, è andato alle terme di Fiuggi, come faceva ogni anno. Lì ha incontrato una ragazza di Potenza che gli chiese di festeggiare i 18 anni sulla terrazza della Trinità, in data 18 settembre, pochi giorni dopo la scomparsa. L’incontro è avvenuto a dieci metri da dove Elisa era sepolta. Forse il parroco non era a conoscenza di quanto accaduto, ma quei ragazzi da allora non sono mai stati sentiti. Questa festa, resa nota durante il processo delle due signore delle pulizie, ha portato a riflettere sul ruolo della comunità potentina, dove nessuno ha mai visto nulla quel giorno, nonostante fosse mezzogiorno di una domenica di settembre e Elisa fosse scomparsa nella centralissima via Pretoria.
Un altro elemento emerso riguarda Giuseppe Carlone, un ragazzo poco più grande di Elisa, che si è spontaneamente rivolto agli inquirenti dicendo di averla vista alle 13,40 ai piedi della scalinata 4 novembre. Peccato che in quel momento anche il fratello di Elisa, Gildo Claps, era in quel posto e la sua testimonianza fu smentita. Carlone non è mai stato riconvocato, né sono stati sentiti dieci operai che nel 1996 avevano lavorato nel sottotetto a 15 centimetri dal corpo di Elisa. Lavoravano con fari alogeni, e Elisa è stata ritrovata con la torcia di un cellulare. Se qualcuno durante quei lavori ha visto Elisa, non può non averlo detto al parroco.
La procura di Salerno ha aiutato chi ha aiutato Danilo Restivo, il presunto assassino, e tutti gli inquirenti, dalla polizia ai magistrati, hanno avuto un nervo scoperto sul caso Claps, coprendosi a vicenda. La comunità locale è stata tacciata di omertà, ma alcuni sostengono che oggi reagirebbe meglio di come ha fatto 30 anni fa.
Il libro “Indagine nell’abisso della Chiesa della Trinità” è un manuale sulle cose da non fare in un’inchiesta per omicidio. L’autore ha sottolineato come la procura di Salerno abbia aiutato chi ha aiutato Danilo Restivo, e come tutti gli inquirenti, dalla polizia ai magistrati, abbiano avuto un nervo scoperto sul caso Claps, coprendosi a vicenda. La comunità locale è stata tacciata di omertà, ma alcuni sostengono che oggi reagirebbe meglio di come ha fatto 30 anni fa.
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