BepiColombo si avvicina a Mercurio dopo 8 anni di viaggio

BepiColombo, dopo 8 anni, si avvicina a Mercurio. La missione europea si prepara all’ingresso in orbita.

BepiColombo si stacca dal modulo di trasferimento, avvicinandosi a Mercurio dopo 8 anni di viaggio
BepiColombo si stacca dal modulo di trasferimento, avvicinandosi a Mercurio dopo 8 anni di viaggio

La missione spaziale europea BepiColombo, dopo un viaggio di otto anni, si trova in fase finale della sua missione verso Mercurio, il pianeta più vicino al Sole. La missione, lanciata nel 2018, ha superato un importante milestone questa settimana, con l’ultimo passo verso l’ingresso in orbita attorno al pianeta roccioso e arroventato. L’obiettivo principale è comprendere l’origine di Mercurio e come sia diventato così diverso dagli altri pianeti del sistema solare.

Un viaggio estremo verso Mercurio

La missione BepiColombo ha affrontato condizioni estreme durante il suo viaggio, con un percorso che ha richiesto nove flyby planetari per modificare la sua traiettoria e permetterle di entrare in orbita attorno a Mercurio. Il modulo di trasferimento, che ha svolto un ruolo cruciale nel viaggio, è stato staccato il 4 settembre 2026, a circa 39 milioni di miglia (63 milioni di chilometri) dal Sole, in un ambiente estremamente caldo e radiante. L’evento è stato seguito da un team di esperti dell’ESA, che hanno monitorato con attenzione la separazione del modulo.

La separazione del modulo di trasferimento ha permesso ai due orbiter di iniziare le loro osservazioni scientifiche. Il modulo, che era responsabile della generazione di energia e della propulsione durante il viaggio, è stato staccato in un ambiente estremamente ostile, a meno della metà della distanza terrestre dal Sole. La separazione ha permesso ai due orbiter, costruiti rispettivamente dall’ESA e dal Giappone, di iniziare le loro osservazioni scientifiche. I due satelliti, che si chiamano Mercury Planetary Orbiter e Mercury Magnetospheric Orbiter (Mio), continueranno il loro viaggio insieme fino al dicembre 2026, quando si divideranno per iniziare le loro missioni separate.

La tecnologia e le sfide del viaggio

BepiColombo è dotata del più potente sistema di propulsione elettrica mai utilizzato nello spazio profondo, con quattro thruster a ioni che hanno aiutato a modificare l’orbita attorno al Sole tra i flyby. Tuttavia, nel 2024, i thruster a ioni hanno perso una parte della potenza, costringendo gli ingegneri a prolungare il viaggio di un anno. L’ingegneria e la gestione del rischio sono state cruciali per garantire che la missione raggiungesse il suo obiettivo. Il distacco del modulo di trasferimento è stato un momento di grande tensione. L’ingegnere Ignacio Tanco ha spiegato che il distacco del modulo di trasferimento è stato un momento di grande tensione, poiché richiedeva che il resto della nave prendesse il controllo della generazione di energia, della propulsione e del controllo termico. La separazione ha permesso ai due orbiter di iniziare le loro osservazioni scientifiche, con i migliori strumenti che ora possono catturare dati dettagliati su Mercurio.

La missione BepiColombo rappresenta un’importante svolta per l’esplorazione spaziale, poiché è la prima volta che due satelliti vengono inviati in orbita attorno a un singolo pianeta. Questo approccio permetterà di ottenere dati più completi e dettagliati su Mercurio, un pianeta che ha sempre rappresentato un grande sfida per gli scienziati. La missione, che ha un costo di quasi 2 miliardi di dollari, è stata realizzata in collaborazione tra l’ESA, il Giappone e gli Stati Uniti, e si aspetta di fornire nuove informazioni sulla composizione del pianeta, sulla sua storia e sulle sue caratteristiche uniche.

La missione è anche un omaggio a Giuseppe “Bepi” Colombo, un matematico e ingegnere italiano che ha contribuito alla progettazione di traiettorie per le missioni spaziali. La missione BepiColombo è un esempio di come la collaborazione internazionale possa portare a risultati straordinari nell’esplorazione del nostro sistema solare. Con l’ingresso in orbita attorno a Mercurio previsto per il 21 novembre 2026, la missione si prepara a svelare nuovi segreti su un pianeta che ha sempre rappresentato un enigma per gli scienziati.