Nuove consulenze per Andrea Sempio nell’indagine su Garlasco

Nuove consulenze per Andrea Sempio nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi.

Il 7 maggio scorso, la Procura di Pavia ha comunicato a Andrea Sempio e ai suoi legali la chiusura delle indagini preliminari nell’ambito dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco. Dopo questa decisione, sono state disposte tre nuove consulenze, tra cui due dedicate al Dna e alla misura del piede, per integrare i precedenti accertamenti. L’obiettivo è chiarire ulteriori aspetti del caso, che vede Sempio come unico indagato nella nuova indagine.

Analisi del Dna e della misura del piede

Una delle consulenze riguarda l’analisi del Dna dell’indagato. Il genetista Carlo Previderè dovrà valutare il profilo genetico riconducibile a Sempio, in relazione a un campione individuato sotto le unghie della vittima. Secondo Denise Albani, anch’essa genetista, il Dna di Sempio sarebbe compatibile con quello trovato, ma restano alcuni elementi da chiarire. Un’altra consulenza è stata affidata alla genetista Cristina Cattaneo, che dovrà esaminare la misura del piede di Sempio per confrontarla con un’impronta trovata all’interno della villetta di via Pascoli, attribuita a una scarpa con una suola a pallini.

Valutazione della capacità e pericolosità sociale

Le tre consulenze rappresentano un ulteriore passo nell’indagine, che si aggiungono a quella già affidata a Roberto Catanesi, chiamato a valutare la capacità di intendere e di volere di Sempio, nonché la sua eventuale pericolosità sociale. Questa valutazione è fondamentale per comprendere se l’indagato possa essere sottoposto a misure di sicurezza o se sia necessario un ulteriore approfondimento. La Procura di Pavia ha fissato al 28 settembre la scadenza per la conclusione delle indagini preliminari, con l’obiettivo di chiudere il caso entro questa data.

Le nuove consulenze sono state disposte dopo la chiusura delle indagini, ma non hanno modificato la posizione di Sempio, che rimane l’unico indagato nell’ambito della nuova inchiesta. L’obiettivo è verificare se i dati già raccolti possano essere integrati o se siano necessari ulteriori accertamenti per confermare o smentire eventuali ipotesi. La Procura ha espresso la volontà di proseguire con l’analisi, anche se non è previsto un ulteriore arresto o un nuovo interrogatorio.

La chiusura delle indagini non significa che il caso sia definitivamente concluso, ma indica che i dati raccolti sono stati valutati e non è necessario proseguire con ulteriori attività investigative. Tuttavia, le consulenze disposte potrebbero portare a nuove informazioni che potrebbero influenzare la decisione finale del caso. La Procura di Pavia continuerà a monitorare l’evolversi delle indagini e a valutare eventuali ulteriori azioni legali.