La storia di Giulia Cecchettin diventa un film: regia di Paola Randi
La storia di Giulia Cecchettin, assassinata nel 2023, diventa un film. Regia di Paola Randi, tratto dal libro di Marco Franzoso.
La storia di Giulia Cecchettin, studentessa di ingegneria biomedica assassinata il 11 novembre 2023 a Fossò, tra Venezia e Padova, diventa un film. Il progetto, che uscirà al cinema entro il 2026, è diretto da Paola Randi e tratto dal libro Cara Giulia dello scrittore Marco Franzoso, con la collaborazione del padre di Giulia, Gino Cecchettin. Il titolo del film è Se domani non torno, un verso della poesia di Cristina Torre Cáceres, diventato un simbolo di protesta dopo il femminicidio. La regista e sceneggiatrice Paola Randi ha espresso la sua sensibilità per il progetto, sottolineando l’importanza di portare la storia a un pubblico più ampio.
Un libro che parla di violenza e ricostruzione
Il libro Cara Giulia è un’opera che intreccia la memoria di Giulia con un’analisi del contesto culturale in cui si sviluppano i femminicidi. Gino Cecchettin, padre della vittima, ha scelto di non stare in silenzio e ha creato la Fondazione Giulia Cecchettin per combattere la violenza di genere. Il libro, con il sottotitolo Quello che ho imparato da mia figlia, diventa uno strumento per affrontare le radici della violenza di genere, come il patriarcato interiorizzato e i bias cognitivi. Marco Franzoso, autore del libro, ha spiegato che la scrittura è l’unico modo per mettersi in discussione e comprendere il mondo. La storia di Giulia è diventata un cammino difficile, ma un modo per imparare a vedere meglio un dramma che coinvolge ogni giorno.
Un film per educare contro la violenza di genere
Il film Se domani non torno è un progetto che mira a portare il tema della violenza di genere a un pubblico più ampio, sperando che possa entrare nelle scuole e in ogni famiglia. La regista Paola Randi ha sottolineato l’importanza di rompere il muro del silenzio e di continuare a parlare, educare e combattere la violenza di genere. Il libro Cara Giulia è stato scritto con la fiducia che migliorare qualcosa sia possibile e che è importante dare il proprio contributo per costruire ponti, soprattutto tra adulti e con i figli.
Giulia Cecchettin, studentessa di ingegneria biomedica all’Università di Padova, aveva già completato tutti gli esami e la sua tesi sarebbe stata presentata il 16 novembre 2023. Il 2 febbraio 2024, l’Università di Padova le ha conferito la laurea alla memoria in Ingegneria Biomedica. Il film, che ha già scelto le location e la troupe è al lavoro, rappresenta un altro passo avanti in una strada lunghissima. La storia di Giulia è un esempio di come la cultura patriarcale possa avere esiti efferati, ma anche di come la consapevolezza e l’impegno possano aprire una frattura nella coscienza pubblica.
Il ricavato dalle vendite del libro è utilizzato per finanziare la Fondazione Giulia Cecchettin e altri progetti che combattono la violenza di genere attraverso formazione e sensibilizzazione. Il progetto, che ha ricevuto molte attenzioni e supporto, rappresenta un’occasione per parlare di violenza di genere, educare e costruire relazioni fondate sull’empatia e sul rispetto reciproco. La storia di Giulia Cecchettin, pur triste, è diventata un simbolo di lotta e di speranza, e il film ne è un ulteriore testimonianza. La regista Paola Randi e lo scrittore Marco Franzoso hanno espresso la loro convinzione che la cultura del cinema possa portare a un cambiamento, anche se la strada è ancora lunga.
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