L’ex detenuto svela una falsa testimonianza contro Logli
Nuove dichiarazioni di un ex detenuto mettono in discussione la testimonianza di Loris Gozi nel processo di Antonio Logli.
Un ex detenuto ha rivelato di aver ricevuto false informazioni da Loris Gozi, un testimone chiave nel processo di Antonio Logli, in un contesto di carcere e servizio al Don Bosco. Questa testimonianza, arrivata attraverso una lettera inviata ai legali di Logli, potrebbe mettere in discussione la validità delle dichiarazioni del giostraio, che avevano contribuito a condannare l’uomo. L’avvocato Andrea Vernazza, supportato dalla criminologa Anna Vagli, sta cercando di ribaltare la storia giudiziaria chiedendo alla corte di Appello di Genova di valutare nuove prove raccolte. L’obiettivo è riaprire un processo per scagionare definitivamente Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, condannato a vent’anni di carcere per omicidio e distruzione di cadavere.
Un contesto di carcere e servizio
L’ex detenuto, che ha scontato una condanna definitiva per furto nel 2016, ha raccontato di aver conosciuto Gozi durante il periodo in cui era in carcere al Don Bosco. L’uomo, che ha svolto funzioni di servizio come raccogliere i rifiuti nelle celle, ha affermato di aver ricevuto confidenze da parte del giostraio, secondo cui avrebbe reso falsa testimonianza per incastrare Logli. Le dichiarazioni, però, sono state smentite da Gozi, che ha rifiutato di confermarle. L’avvocato Vernazza sta valutando se includere queste testimonianze nell’istanza di revisione del processo, in vista di un possibile nuovo processo.
Un’arma per la difesa di Logli
La lettera dell’ex detenuto rappresenta un’arma per la difesa di Logli, che potrebbe portare a una revisione del caso. L’uomo, che ha scontato una condanna e poi ha svolto una pena in domiciliari, ha fornito informazioni che potrebbero mettere in discussione la validità delle dichiarazioni di Gozi. Inoltre, i difensori stanno valutando anche le dichiarazioni di un secondo detenuto, che potrebbe aggiungere ulteriori elementi al dossier. Le nuove prove potrebbero cambiare radicalmente la sorte di Logli.
La situazione potrebbe sfociare in una “guerra” tra testimoni, con le dichiarazioni di Gozi e quelle di altri detenuti che si contrappongono. L’avvocato Vernazza, insieme alla criminologa Anna Vagli, sta cercando di costruire un caso solido per dimostrare l’insussistenza delle accuse e la necessità di un nuovo processo. La corte di Appello dovrà valutare se queste nuove prove sono sufficienti per aprire un’istanza di revisione.
La testimonianza dell’ex detenuto, se confermata, potrebbe rappresentare un’opportunità per la difesa di Logli, ma anche un rischio per la sua posizione. La giustizia, in questo caso, dovrà valutare con attenzione le prove e le dichiarazioni, cercando di ricostruire la verità in modo imparziale. Il caso rimane in sospeso, con l’attesa di una decisione che potrebbe avere conseguenze significative per l’intero processo.
La difesa di Logli si appoggia su nuove testimonianze raccolte da detenuti, che potrebbero mettere in discussione la validità delle dichiarazioni di Gozi. L’obiettivo è dimostrare che le accuse sono basate su false testimonianze e che Logli è stato vittima di un’ingiustizia. La revisione del processo potrebbe portare a un esito completamente diverso.
