Omar Favaro torna in aula per maltrattamenti all’ex moglie: «Ti sfregio con l’acido»

Omar Favaro torna in aula per maltrattamenti all’ex moglie: accuse di violenza e frasi minacciose

Omar Favaro, noto per il suo passato come minorenne protagonista del massacro di Novi Ligure, torna in aula per nuove accuse di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti dell’ex moglie. L’uomo, che nel 2001 fu condannato per aver partecipato a un omicidio con 97 coltellate, ora si trova di fronte a un processo che potrebbe segnare un ulteriore capitolo della sua vita. Le accuse, presentate in un contesto di tensioni familiari, includono frasi minacciose come «Ti sfregio con l’acido» e «Ti riduco in sedia a rotelle», che la vittima ha riferito ai magistrati. Il processo, iniziato il 22 gennaio 2025, si svolgerà a Ivrea e potrebbe concludersi il 18 marzo.

Un passato atroce e un presente in bilico

Omar Favaro, noto per il suo ruolo nel massacro di Novi Ligure, ha sempre respinto le accuse di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie. Tuttavia, la sua storia è segnata da un passato cruento. Nel 2001, all’età di 17 anni, fu coinvolto in un omicidio con 97 coltellate, insieme a Erika De Nardo, 16 anni. L’episodio, avvenuto a Novi Ligure, fu inscenato come un attacco di una banda albanese, ma la verità emerse presto. Entrambi furono condannati: 16 anni a Erika e 14 a Omar. Il padre di Erika, l’ingegner Francesco De Nardo, che a quanto raccontò Omar sarebbe stato destinato a diventare la terza vittima, non abbandonò mai la figlia, sostenendola e restando in silenzio per tutti gli anni a seguire.

La donna, che ha raccontato ai magistrati di essersi sentita rivolgere frasi minacciose come «Ti sfregio con l’acido», si è costituita parte civile nel processo. La Procura aveva chiesto il divieto di avvicinamento di Omar alla ex e alla figlia, ma i giudici del Riesame hanno rigettato la richiesta, sottolineando una «pena naturale» che persiste nel tempo. «Emerge qui una pena ‘naturale’ che dura e persiste nel tempo oltre e al di là di quella strettamente giuridica ormai espiata», hanno scritto i magistrati.

Le trattative e il futuro del processo

Le trattative tra le parti potrebbero portare a riti alternativi, ma per il momento il processo proseguirà in aula. Omar, che è libero dal 2010, dovrà affrontare le accuse che emergono da un contesto di tensioni familiari e di relazioni complesse. La sua storia, segnata da un passato cruento, potrebbe ora essere nuovamente al centro dell’attenzione pubblica.

La donna, che vive nella comunità Exodus di Don Mazzi, ha continuato a lavorare e a mantenere una vita stabile nonostante il passato di Omar. La sua testimonianza, raccolta dai magistrati, ha fornito elementi cruciali per le accuse. «Ti sfregio con l’acido» e «Ti riduco in sedia a rotelle» sono frasi che hanno lasciato un segno profondo nella sua vita. Il processo, che si svolgerà a Ivrea, potrebbe rappresentare un ulteriore momento di confronto tra il passato e il presente di Omar Favaro.

Si torna in aula il 18 marzo, con l’auspicio che le trattative possano portare a un accordo. Tuttavia, il processo resterà un momento cruciale per la sua vita e per la sua storia personale. La sua storia, segnata da un passato cruento, potrebbe ora essere nuovamente al centro dell’attenzione pubblica.