Grandine e auto: come prevederla, proteggere la carrozzeria e chi paga i danni

Come prevedere e proteggere l’auto da una grandinata e chi copre i danni. Informazioni utili per guidatori e proprietari.

Auto parcheggiata sotto un telo antigrandine, con la targa visibile e la scocca protetta
Auto parcheggiata sotto un telo antigrandine, con la targa visibile e la scocca protetta

Prevedere la grandine: strumenti e tempi

La grandine può colpire senza preavviso, ma esistono strumenti per anticiparla. Le allerte della Protezione Civile, diffuse ogni pomeriggio, indicano il giorno prima dove il rischio temporali è alto, suddividendo il territorio in 156 zone con un livello massimo arancione. Tuttavia, per l’auto, il momento decisivo è la mezz’ora prima, quando un radar meteo mostra la cella in arrivo sulla propria zona. Sono quei trenta minuti a fare la differenza tra un’auto intatta e una ammaccata, il tempo di raggiungere un garage o un parcheggio coperto. La prevenzione inizia con l’attenzione alle allerte e al radar meteo.

Proteggere l’auto: teli, garanzie e misure

Quando non c’è un riparo al coperto, la difesa più efficace è il telo antigrandine. I modelli in commercio vanno dai teli standard a quelli multistrato, fino a quelli con protezione UV aggiuntiva, e la scelta dipende dalla misura corretta per la propria auto. La protezione reale dipende dallo spessore: un telo con schiuma pressata da 4 mm assorbe l’urto dei chicchi che cadono a velocità elevata. Un dettaglio pratico da ricordare: se il telo si usa in strada pubblica, la targa deve restare visibile. Un telo di qualità e la misura giusta sono fondamentali per proteggere l’auto.

Se la grandinata arriva mentre sei in movimento, la priorità è la sicurezza, non l’auto. Bisogna rallentare in modo graduale, aumentare la distanza, accendere gli anabbaglianti e cercare un punto riparato dove fermarsi, restando dentro l’abitacolo perché la scocca protegge meglio di qualsiasi riparo improvvisato. Conviene sapere che il parabrezza laminato resiste, i vetri temprati no, quindi orientare il muso verso la direzione della grandine aiuta. Da evitare i sottopassi, dove la pioggia violenta che accompagna i chicchi può allagare in fretta, e attenzione all’asfalto: lo strato di grandine è scivoloso come ghiaccio.

La grandine lascia ammaccature tonde e diffuse su tetto, cofano e fiancate. Nella maggior parte dei casi la vernice resta integra, e questo apre la strada alla riparazione più conveniente. La tecnica è quella del levabolli, che elimina le ammaccature senza verniciare, più rapida ed economica della carrozzeria tradizionale. Una regola da non ignorare: non portare l’auto in riparazione prima della perizia, altrimenti la compagnia non può valutare i danni sul mezzo integro e il rimborso rischia di saltare.

La RC auto obbligatoria copre solo i danni causati a terzi, non quelli alla propria carrozzeria. Per la grandine serve la garanzia accessoria eventi atmosferici, facoltativa, che indennizza ammaccature e vetri rotti dopo denuncia e perizia. Attenzione a due punti: la polizza Kasko nella versione base spesso esclude gli eventi atmosferici, che vanno aggiunti come estensione separata. E l’avviso all’assicuratore va dato entro tre giorni dall’evento, come fissa l’articolo 1913 del Codice Civile: il ritardo può ridurre o far perdere il rimborso.

  • La RC auto non copre i danni alla propria carrozzeria.
  • La garanzia accessoria eventi atmosferici è necessaria.
  • L’avviso all’assicuratore deve avvenire entro tre giorni.