Preoccupazioni crescenti per la biomassa “green” in Giappone dopo una serie di incidenti

Preoccupazioni crescenti per la biomassa “green” in Giappone dopo una serie di incidenti e sfide finanziarie.

Centrali a biomassa in Giappone, incidenti e preoccupazioni per la sicurezza e l'impatto ambientale
Centrali a biomassa in Giappone, incidenti e preoccupazioni per la sicurezza e l’impatto ambientale

Il Giappone si trova a fronteggiare un aumento delle preoccupazioni riguardo alle centrali a biomassa, a causa di una serie di incidenti che hanno sollevato interrogativi su sicurezza, impatto ambientale e gestione finanziaria. Almeno 14 eventi critici, tra cui incendi e esplosioni, sono stati registrati negli ultimi anni, con conseguenze significative per le comunità locali e per la reputazione del settore. Il paese, che è il secondo più grande consumatore di pellet di legno al mondo dopo il Regno Unito, sta affrontando sfide crescenti legate ai costi, alla competitività e alla sostenibilità delle fonti di energia rinnovabile.

Incidenti e sfide finanziarie

La crescita del settore della biomassa in Giappone, iniziata negli anni Novanta, ha portato a un aumento dell’uso di pellet di legno e gusci di semi di palma come alternativa al carbone. Tuttavia, negli ultimi anni si sono verificati diversi incidenti, tra cui l’incendio alla centrale di Niigata East Port nel marzo 2025. Questi eventi hanno spinto i residenti a esprimere la loro opposizione e a sollevare dubbi sulla sicurezza e sull’efficacia delle centrali a biomassa. Inoltre, i gestori del settore devono affrontare costi crescenti e ritorni fissi, competendo con altre fonti di energia rinnovabile e sistemi di stoccaggio energetico.

Impatto sociale e ambientale

La produzione di energia da biomassa non è solo un problema di sicurezza, ma comporta anche sfide più ampie, come la deforestazione e le violazioni dei diritti umani nei paesi produttori. L’uso di pellet di legno, spesso provenienti da foreste naturali del Sud-Est asiatico, ha suscitato preoccupazioni per l’impatto ambientale e sociale. An Nakane, attivista di Friends of the Earth Japan, ha sottolineato la mancanza di responsabilità da parte degli operatori e la scarsa applicazione delle normative da parte del governo. “La frequenza delle esplosioni è inaccettabile, e le normative sono spesso applicate con eccessiva tolleranza”, ha dichiarato.

Vanessa Levy, ricercatrice senior di Global Energy Monitor, ha affermato che i progetti di biomassa su larga scala in Giappone sono quasi completamente legati a sussidi a lungo termine e a prezzo fisso. Tuttavia, le sfide finanziarie sono in aumento, con i gestori che devono affrontare costi crescenti e ritorni fissi. Le recenti restrizioni e l’aumento dei prezzi delle risorse provenienti da mercati come Stati Uniti e Canada hanno costretto i buyers giapponesi a cercare alternative in paesi come Vietnam e Indonesia, potenzialmente aumentando il rischio di utilizzo di carburante di qualità inferiore.

La necessità di una regolamentazione più stringente

È fondamentale che il governo giapponese adotti un ruolo più attivo nella regolamentazione del settore della biomassa, sia per quanto riguarda l’approvvigionamento dei pellet sia per le operazioni quotidiane e gli impatti sulle comunità vicine. Sebbene dopo il 2024 si sia registrata una diminuzione della frequenza di incidenti, tale calo è verosimilmente attribuibile a misure adottate dagli operatori, e non a riforme o regolamenti imposti dall’alto. Roger Smith, direttore di Mighty Earth, ha avvertito che, senza adeguate riforme, le basi per futuri disastri sono ancora presenti nel panorama energetico giapponese.

La produzione di energia da biomassa non dovrebbe essere promossa solo per motivi di sicurezza, ma anche per il suo impatto ambientale e sociale. L’uso di pellet di legno e gusci di semi di palma, se non gestito in modo responsabile, può portare a deforestazione e violazioni dei diritti umani. È necessario un approccio più rigoroso e trasparente per garantire la sostenibilità e la sicurezza del settore, nonché la protezione delle comunità locali.