Jazda sul guardrail: i conducenti trattano la distanza di sicurezza come inesistente
I conducenti spesso viaggiano a ridosso del veicolo precedente, creando situazioni pericolose sulle autostrade.
Le autostrade dovevano essere un simbolo di viaggio veloce, confortevole e soprattutto sicuro. Tuttavia, spesso diventano luoghi in cui i conducenti conducono una continua gara di nervi. Chi viaggia sul lato sinistro e sorpassa una colonna di veicoli, poco dopo vede apparire un altro veicolo. All’inizio è solo un punto, ma dopo pochi secondi il conducente si trova praticamente sul guardrail e chiaramente esprime la sua volontà di viaggiare più veloce. Questa situazione è così comune che molti conducenti hanno smesso di prestarvi attenzione.
jazda sul guardrail: una norma pericolosa
Il problema è che questo comportamento è oggi tra i più pericolosi sulle strade a traffico veloce. È difficile trovare un conducente che utilizzi regolarmente le autostrade senza aver incontrato la jazda sul guardrail. Questo fenomeno si verifica soprattutto sul lato sinistro, sebbene non solo, dove alcuni conducenti trattano il minimo distanza come un modo per costringere gli altri a uscire dalla strada. Non è un segreto che molti partecipanti al traffico considerino tale comportamento normale.
Quando un conducente viaggia a 120 km/h e dietro a lui appare un altro che viaggia a 140 km/h, spesso non osserva la distanza di sicurezza e si avvicina quasi al retro del veicolo precedente. Anche senza l’uso dei segnali stradali, si capisce che si affretta in modo eccezionale, e la soluzione migliore è accelerare, superare la velocità e, dopo il sorpasso, tornare immediatamente al lato destro, perché blocca il posto del conducente del lato sinistro. Questo non è un segno di guida efficiente, ma semplicemente di mancanza di immaginazione.
La fisica non permette di ingannare
Il maggior problema è la fisica, che non si può ingannare. Un veicolo che viaggia a 140 km/h percorre circa 40 metri al secondo, quindi anche un conducente con un ottimo riflesso ha bisogno di tempo per notare la minaccia, prendere una decisione e premere i freni. Se la distanza dal veicolo precedente è di pochi o alcuni decimi di metro, le possibilità di reazione sono praticamente nulle. Basta un freno improvviso, un ostacolo sulla carreggiata o un cambiamento improvviso della situazione stradale e si finisce con il conducente in bagagliaio.
responsabilità e conseguenze
I conducenti spesso spiegano dopo che non avevano tempo per reagire, ma in realtà è proprio loro che hanno perso quel tempo. Per molti conducenti tali valori sembrano enormi. Quando vedono davanti a sé decine di metri di spazio libero, si sente la tentazione di riempirlo immediatamente, ma proprio quel libero spazio rappresenta il margine di sicurezza e non è stato creato per essere occupato, ma per permettere una reazione in caso di emergenza, cioè frenare o evitare un ostacolo. Da alcuni anni le normative chiariscono chiaramente la distanza minima sulle autostrade e sulle strade espressamente. Deve essere pari alla metà della velocità attuale espressa in metri, quindi a 100 km/h si deve mantenere almeno 50 metri di distanza. A 120 km/h saranno 60 metri, a 140 km/h almeno 70 metri. Per molti conducenti tali valori sembrano enormi. In Italia è difficile mantenere la distanza, anche se si vuole.
La distanza di sicurezza non è un segno di debolezza
La distanza di sicurezza non è un segno di debolezza o di mancanza di sicurezza al volante, ma un segno di buon senso. Un buon conducente non viaggia a ridosso del veicolo precedente perché non può. Un buon conducente lascia a sé stesso un margine di sicurezza perché capisce le conseguenze di un errore. La jazda sul guardrail rimane uno dei più trascurati pericoli sulle strade italiane e purtroppo non suscita tante emozioni come il superamento di velocità, non si presenta così spettacolare come il sorpasso pericoloso e spesso sembra del tutto innocuo finché non accade qualcosa di imprevisto. A quel punto si scopre che quei decine di metri di spazio libero, che poco prima sembravano una perdita di tempo, potrebbero essere i più preziosi metri di tutta la viaggio.
