Turismo a Como: lieve calo negli ultimi due anni, ma nessuna crisi
Turismo a Como: lieve calo negli ultimi due anni, ma nessuna crisi. Prudenza necessaria per il settore.

Un trend positivo ma con segnali di frenata
Il turismo a Como, pur registrando un lieve calo negli ultimi due anni, non segnala una crisi. Fabio Dadati, presidente di Lariofiere e imprenditore nel settore alberghiero, ha sottolineato la necessità di prudenza massima per non dare una falsa visuale di una crescita inarrestabile. La città, pur rimanendo un unicum globale, mostra segnali di una frenata, che non deve essere drammatizzata, ma analizzata con attenzione. La saturazione dei servizi, come battelli e funicolare, si fa sempre più evidente, con code che spesso diventano motivo di tensione.
La domanda nella fascia media ha subito un calo, mentre il comparto extra lusso si mantiene stabile grazie all’aumento dei prezzi.
Dadati ha spiegato che, sebbene il settore abbia registrato un incremento di 8,8 punti nella settimana dal 17 al 23 agosto, il trend non è uniforme. La montagna, ad esempio, ha visto una saturazione media del 73,4% e picchi del 79,9%, mentre i borghi si attestano al 63,6% con punte del 71%. Questi dati, pur positivi, segnalano una riduzione rispetto al 2025.
Un mercato che ha raggiunto il tetto
Secondo Dadati, il mercato turistico del Lago di Como potrebbe aver raggiunto il tetto, con una crescita vertiginosa negli anni precedenti che ora si scontra con una prima, seppure debole, discesa. L’attenzione va rivolta a chi investe in nuovi hotel, ma anche a chi gestisce piccole imprese, che devono conoscere la realtà in ogni dettaglio. La prudenza è necessaria per evitare una falsa percezione di una crescita continua.
Non si deve drammatizzare, ma solo essere prudenti e fare un’attenta riflessione.
Dadati ha precisato che non c’è una crisi del mercato sul lago, ma solo la necessità di una gestione equilibrata. L’investimento in nuovi hotel, pur visto come un’opportunità, deve essere valutato in modo critico, tenendo conto delle condizioni delle piccole imprese. La crescita non è più inarrestabile, ma richiede una strategia mirata per il futuro.
Per quanto riguarda il 2026, il mese di giugno ha registrato un calo, mentre luglio ha visto un incremento significativo. L’agosto, invece, ha segnato un calo, ma le prospettive per settembre sono ottime. L’attenzione va anche ai borghi, che, al di là della popolarità delle destinazioni più conosciute, rappresentano un’opportunità per scoprire altre esperienze e identità della Lombardia. La prudenza è la parola d’ordine per non dare una falsa visuale di una crescita inarrestabile.
Dadati ha concluso sottolineando che non c’è una crisi del mercato sul lago, ma solo la necessità di una riflessione attenta e di una gestione equilibrata. Il turismo a Como, pur con segnali di frenata, rimane un settore vitale, che richiede attenzione e una strategia mirata per il futuro.
- Calo lieve negli ultimi due anni
- Saturazione dei servizi e tensioni al molo
- Comparto extra lusso si mantiene stabile
- Prudenza necessaria per evitare una falsa percezione di crescita
