Funerali di Beatrice Bordighera: la comunità si stringe attorno alla piccola vittima

Funerali di Beatrice Bordighera a Bordighera, la comunità si stringe attorno alla bambina di due anni.

Una cerimonia funebre a Bordighera con centinaia di persone, una bara decorata e un vescovo che parla della barbarie
Una cerimonia funebre a Bordighera con centinaia di persone, una bara decorata e un vescovo che parla della barbarie

La città di Bordighera ha vissuto un giorno di profondo dolore e commozione per l’ultimo addio a Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso. La piccola, vittima di una violenza brutale e accecata, ha toccato il cuore di tutta la comunità, che si è stretta attorno alla famiglia e alla sua memoria. La cerimonia funebre, celebrata in chiesa e seguita da centinaia di persone, è stata un momento di silenzio e profonda emozione, con la partecipazione di sconosciuti e vicini che hanno voluto onorare la vita di Beatrice.

Una cerimonia toccante e un vescovo che parla della barbarie

La chiesa dell’Immacolata Concezione era gremita, con centinaia di persone rimaste fuori per la mancanza di spazio. La bara bianca di Beatrice, decorata con una fotografia che la ritraeva a piedi scalzi con un vestitino rosa e Minnie, è stata accolta dall’Ave Maria di Schubert suonata da un uomo venuto appositamente da Saronno. Monsignor Antonio Suetta, vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, ha celebrato la cerimonia, segnata da un profondo silenzio e da un’atmosfera di dolore collettivo.

“Quando una bambina viene privata della vita con una tale brutale e accecata violenza, tutti siamo chiamati a domandarci che cosa stia accadendo al cuore dell’uomo”, ha detto il vescovo, definendo Beatrice una martire e invitando tutti a riflettere sul male che può colpire l’umanità. La sua parola ha suscitato un lungo applauso e una preghiera collettiva, simbolo di un’intera comunità che cerca conforto e speranza.

La presenza del padre e l’assenza della madre

Al funerale ha partecipato il padre biologico di Beatrice, Maurizio, accompagnato dalla polizia penitenziaria. La madre, Emanuela Aiello, detenuta insieme al compagno Emanuel Iannuzzi con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina, non ha potuto partecipare ai funerali. Il permesso inizialmente concesso le era stato revocato due giorni prima per ragioni di ordine pubblico. “Cara Beatrice, spesso i bambini incontrano nelle favole e nel loro immaginario l’orco cattivo”, ha detto il vescovo. “Provano tanta paura, cercano di rifugiarsi tra le braccia sicure delle persone care. Tu lo hai incontrato davvero, l’orco cattivo, e quelle braccia ti sono mancate.” La sua parola ha suscitato un forte impatto, soprattutto tra i presenti, che hanno cercato di trovare conforto nella preghiera e nel ricordo.

La città di Bordighera ha mostrato un grande senso di unità e solidarietà. I commercianti del corso hanno abbassato le serrande in segno di lutto, e molti uomini in divisa erano presenti per garantire l’ordine. La grande corona di rose e gigli bianchi offerta dalla Città di Bordighera è stata deposta sulla tomba di Beatrice, insieme a numerose altre composizioni floreali. Due sconosciuti, una coppia di Saronno, sono arrivati davanti alla tomba di Beatrice con il desiderio di salutarla.

“Quello che è successo a questa bambina ci ha colpiti nel profondo”, hanno raccontato. “È una martire. Siamo venuti per salutarla.” L’uomo ha suonato l’Ave Maria di Schubert, la stessa melodia che aveva accompagnato l’ingresso del feretro in chiesa. “Non abbiamo avuto figli e la storia di Beatrice ci ha colpito. Ora verremo tutti gli anni, per salutarla e pregare”, hanno aggiunto. La cerimonia si è conclusa con un lungo applauso e una preghiera collettiva, simbolo di un’intera comunità che cerca conforto e speranza.