Rapina perfetta a Novara: dieci anni dopo, il tunnel sotterraneo e il bottino di 10 milioni di euro
Dieci anni fa una rapina perfetta a Novara con tunnel sotterraneo e fuga con 10 milioni di euro. I banditi svanirono nel nulla.

Dieci anni fa, il 12 agosto 2016, una rapina perfetta si svolse alla Popolare di Novara di Porta Venezia. I banditi, armati e ben organizzati, scavarono un tunnel sottoterra per raggiungere il caveau della banca, dove furono in grado di svuotare cento cassette di sicurezza e portar via un bottino stimato a 10 milioni di euro. La fuga fu altrettanto precisa: i malviventi, con un piano ben studiato, si dileguarono senza lasciare tracce, scomparendo nel nulla. Oggi, a distanza di un decennio, la storia di quel blitz rimane un caso unico e inquietante, che ha lasciato un segno indelebile nella memoria della città.
Un piano dettagliato e un accesso sotterraneo
La rapina fu eseguita con una precisione che sembra quasi appartenere a un film di Hollywood. I banditi, che si erano infiltrati nella zona per mesi, scavarono un tunnel lungo sei metri, con un diametro irregolare che variava tra 70 e 90 centimetri. L’accesso fu ottenuto attraverso le fogne, un’idea che dimostra una conoscenza approfondita del territorio e una pianificazione estremamente dettagliata. I malviventi, armati di pistole, si introdussero nella banca senza essere visti, sfruttando un momento di routine. La scelta di agire durante un venerdì, quando la banca non aveva clienti, fu un elemento chiave per evitare l’attenzione.
Alle 8.21, un cassiere scese al piano interrato per aprire il caveau. Da sopra, i dipendenti sentirono urla e si affacciarono, vedendo un uomo con una maschera in lattice e una pistola. L’uomo ordinò a tutti di sdraiarsi nel salone, rivelando un accento che tutti descrissero come “campano”. I quattro ostaggi furono costretti a sedersi a terra, con le facce rivolte al muro, mentre i banditi si occupavano del caveau.
La gestione del bottino e la fuga
L’uomo armato diede istruzioni ai complici, dicendo come sistemare le cassette per distinguere quelle ancora da razziare. Fu prioritario il contante, l’oro e gli orologi, mentre perle e argento furono lasciati da parte. La gestione del bottino fu altrettanto precisa: i banditi, con un piano ben definito, si assicurarono di portare via solo ciò che era più prezioso. La scelta di agire in un momento in cui la banca era vuota fu un elemento cruciale per evitare l’intervento delle forze dell’ordine.
Alle 9.29, i banditi, verosimilmente collegati via telefono con un palo in strada, sgattaiolarono via mentre la città, mezza vuota, si riprendeva dal sole. Fuori dalla banca ci sono già i carabinieri, ma i fuggiaschi hanno fatto perdere le proprie tracce. La fuga fu altrettanto mirata: i malviventi, con un piano ben studiato, si dileguarono senza lasciare tracce. La scelta di agire in un momento in cui la banca era vuota fu un elemento cruciale per evitare l’intervento delle forze dell’ordine. I residenti del condominio avevano segnalato “rumori sospetti” notturni fin dall’8 agosto, ma nessuno aveva dato peso a quelle segnalazioni. La scelta di agire in un momento in cui la banca era vuota fu un elemento cruciale per evitare l’intervento delle forze dell’ordine.
La rapina fu eseguita con una precisione che sembra quasi appartenere a un film di Hollywood.
La scelta di agire in un momento in cui la banca era vuota fu un elemento cruciale per evitare l’intervento delle forze dell’ordine.
