Vincenzo Spadafora: “Centrosinistra in ritardo, primarie necessarie per dare un’anima al progetto”

Vincenzo Spadafora critica il centrosinistra per il ritardo nella costruzione di un progetto alternativo e chiede primarie per unire le forze.

Leader del centrosinistra critica il ritardo nella costruzione di un progetto alternativo e chiede primarie per unire le forze
Leader del centrosinistra critica il ritardo nella costruzione di un progetto alternativo e chiede primarie per unire le forze

Vincenzo Spadafora, ex ministro nel governo Conte II e fondatore di Primavera, ha espresso preoccupazione per la lentezza nella costruzione del centrosinistra e ha sottolineato l’urgenza di organizzare primarie per dare un’anima al progetto di coalizione. L’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha rilevato che il tavolo del centrosinistra, che si prevedeva a settembre, è stato rimandato a causa di tatticismi eccessivi sulla scelta del leader. Secondo Spadafora, non c’è altra strada che le primarie, che potrebbero permettere di unire le forze e dare una direzione condivisa.

Spadafora ha sottolineato che il centrosinistra non riesce a costruire un progetto alternativo a quello della destra, nonostante l’alleanza tra Pd, Avs e M5s. Ha ricordato che la foto dei quattro leader, simbolo dell’alleanza, non ha generato l’entusiasmo sperato, come dimostrato dall’evento a Napoli, dove la partecipazione è stata minima. L’ex ministro ha anche sottolineato che la quarta gamba del centrosinistra, rappresentata da esperienze come Primavera e Progetto civico Italia, non è ancora stata integrata nel progetto comune.

Un progetto condiviso e un leader comune

Spadafora ha espresso la necessità di trovare un accordo comune anche sui temi della politica estera, non solo sulla sintesi. Ha sottolineato che non basta parlare di sintesi, ma serve un accordo immediato. Ha anche rilevato che il ritardo nella scelta del leader potrebbe portare a una perdita di voti e a un’alternativa non credibile per i cittadini. Il tempo è un fattore cruciale per dare una direzione chiara al movimento. Ha inoltre sottolineato che il Movimento 5 Stelle ha perso alcuni valori fondativi, come il tema del numero dei mandati, e che alcuni ex esponenti si aggrappano a Conte per restare in Parlamento. Spadafora ha riconosciuto che Conte ha trasformato il M5s in un partito strutturato, ma ha anche sottolineato che il ritorno di Di Battista potrebbe togliere voti ai Cinquestelle. Infine, ha espresso dubbi sulle possibilità di alcune esperienze di raggiungere il 3%, sottolineando che il bagno di realtà arriverà anche per Onorato.

La sfida del progetto comune

Spadafora ha concluso che il centrosinistra deve trovare l’uomo o la donna giusta per rappresentare il progetto comune, non solo unire le esperienze, ma dare un’anima condivisa. La sfida è trovare un leader che possa unire le forze e dare una direzione chiara al movimento. Ha anche sottolineato che il centrosinistra non ha ancora dato ai cittadini un’alternativa credibile, e che il ritardo nella costruzione del progetto potrebbe portare a una perdita di consenso. Secondo lui, sia che vinca Schlein sia che vinca Conte, il centrosinistra giocherà una partita per vincere, ma il tempo è un fattore cruciale. La quarta gamba del centrosinistra, rappresentata da esperienze come Primavera e Progetto civico Italia, non è ancora stata integrata nel progetto comune.

Spadafora ha rilevato che il Movimento 5 Stelle ha dimezzato i propri elettori e ha rinunciato ad alcuni valori fondativi. Ha anche sottolineato che il ritorno di Di Battista potrebbe togliere voti ai Cinquestelle. La questione del leader e della politica estera rimane un tema cruciale per il centrosinistra, che deve trovare un accordo immediato e un progetto condiviso.