Torino seconda in Italia per immatricolazioni auto nel 2026
Torino conferma il secondo posto in Italia per immatricolazioni auto nel 2026 con 82.074 vetture registrate nei primi sette mesi.

Nei primi sette mesi del 2026, la provincia di Torino ha registrato 82.074 nuove immatricolazioni, il 7,7% del mercato nazionale, confermando il secondo posto in Italia, solo dopo Roma. Il dato, reso noto da un’analisi, si colloca all’interno di un contesto di crescita nazionale, con un aumento del 8,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Torino, pur nonostante le difficoltà che negli ultimi anni hanno colpito la filiera industriale locale, rimane uno dei mercati più vivaci per l’auto in Italia.
Stellantis domina il mercato locale
Il gruppo Stellantis, con Fiat come marchio più immatricolato, domina il mercato torinese, registrando 19.576 unità nei primi sette mesi dell’anno. Seguono Peugeot e Jeep, con rispettivamente 9.258 e 6.187 vetture. I numeri confermano una presenza più forte del gruppo nato dall’eredità industriale torinese nel capoluogo piemontese rispetto ad altre grandi città italiane. La spiegazione non risiede solo nella fedeltà storica ai marchi legati alla città, ma anche nella domanda orientata verso automobili più accessibili e nel peso del noleggio a lungo termine, settore in crescita e particolarmente rilevante a Torino grazie alla presenza di società collegate a Stellantis.
Il mese più intenso per le immatricolazioni a Torino è stato marzo 2026, con 16.798 nuove vetture, seguito da febbraio con 15.285 immatricolazioni. Il dato più basso si è registrato a luglio, con 7.224 unità, un rallentamento tipicamente estivo che non ha impedito a Torino di mantenere il secondo posto nella graduatoria nazionale nel computo complessivo dei sette mesi.
Un confronto istituzionale per la produzione
Sebbene il mercato locale continui a muoversi con numeri elevati lato vendite, la produzione, gli investimenti e l’occupazione restano al centro di un confronto istituzionale complesso. Il Tavolo Automotive della Regione Piemonte, convocato con le organizzazioni sindacali, ha l’obiettivo di raccogliere proposte da presentare al ministero delle Imprese per definire future Aree di Accelerazione Industriale. La vicesindaca di Torino, Michela Favaro, ha richiamato la necessità che il confronto produca rapidamente risultati concreti, con un aumento della produzione e la creazione di occupazione stabile e sicura.
Le organizzazioni sindacali mantengono posizioni differenti: la Fiom, con il segretario torinese Edi Lazzi, considera il tavolo tardivo e avrebbe preferito una discussione fondata sui dati della crisi, con una richiesta più netta a Stellantis per l’assegnazione di un nuovo modello agli stabilimenti locali. La Fim Cisl, invece, riconosce il ritardo con cui è partito il confronto, ma ritiene che possa ancora diventare utile se coinvolge direttamente le imprese e favorisce lo sblocco di investimenti privati.
La crescita del mercato non è sinonimo di ripresa industriale. Il secondo posto nazionale per immatricolazioni non può essere letto automaticamente come prova di una ripresa dell’industria automobilistica torinese. Il mercato locale continua a muoversi con numeri elevati lato vendite, mentre produzione, investimenti e occupazione restano al centro di un confronto istituzionale molto più complesso, che in queste settimane coinvolge direttamente Regione Piemonte, sindacati e Stellantis. Torino continua a comprare, registrare e noleggiare automobili in quantità. La vera sfida, per la città e per il suo indotto, sarà trasformare questo legame ancora forte con il mercato in nuovi modelli, investimenti industriali e posti di lavoro stabili.
