Tania Cagnotto: «Dieci anni fa la mia ultima Olimpiade, l’unica in cui sono salita sul podio»

Tania Cagnotto racconta la sua Olimpiade di Rio: medaglia, felicità e riflessioni su carriera e vita.

Tania Cagnotto in piscina dopo aver vinto una medaglia olimpica, con un'espressione di felicità
Tania Cagnotto in piscina dopo aver vinto una medaglia olimpica, con un’espressione di felicità

Una medaglia che ha dato una botta di felicità

Tania Cagnotto, tuffatrice azzurra, ha raccontato come la sua Olimpiade di Rio 2016, dieci anni fa, abbia rappresentato un momento di grande soddisfazione. «Dieci anni fa la mia ultima Olimpiade, l’unica in cui sono salita sul podio. La medaglia mi ha dato una botta di felicità», ha detto l’atleta, che ha conquistato il bronzo nel trampolino da tre metri e l’argento nel sincro con Francesca Dallapè. L’esperienza olimpica, per lei, è stata un momento di riscatto dopo la delusione di Londra 2012, dove aveva ottenuto la quarta posizione due volte per pochi centesimi. La medaglia ha rappresentato un punto di svolta per la sua carriera.

Un lavoro mentale e una preparazione al 100%

«Avevo fatto un lavoro mentale non indifferente, cercavo di autoconvincermi che, comunque fosse andata, sarebbe stato un successo perché avevo preso parte a cinque Olimpiadi e avevo un oro mondiale», ha spiegato Cagnotto. L’atleta ha sottolineato come fosse importante arrivare alle gare preparata al 100%, con la coscienza a posto e la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile. «Ero tranquillo e preoccupato in vista della mia gara. Cercavo di mangiare bene, dormire tanto, di non avere distrazioni. Non ho più rivisto la gara per intero, mi piacerebbe. Ho appeso la medaglia a casa, non ha un posto degno», ha aggiunto. La sua preparazione era al massimo livello.

L’atleta ha anche parlato dell’ambiente in cui si era trovata durante i Giochi. «Peccato che venissero a fare le pulizie solo una volta alla settimana, ci vivevamo in quattro, non pulivano bene. Andai a chiedere l’aspirapolvere a un appartamento accanto. E così prima della finale ho pulito… mi rilassava. In più, l’acqua aveva un colore verdastro, era oleosa. Si diceva, dopo le eliminatorie, che avrebbero potuto spostare la finale: non avrei resistito un giorno in più», ha raccontato. Nonostante le condizioni non ideali, l’atleta ha trovato un momento di pura emozione e soddisfazione.

Cagnotto ha anche sottolineato come la medaglia olimpica abbia dato una spinta emotiva. «Pensavo che non cambiasse nulla con un podio olimpico…ma mi diede una bella spinta, una botta di felicità non indifferente», ha sottolineato. L’esperienza di Rio ha rappresentato un punto di svolta per la tuffatrice, che ha visto la sua carriera crescere e raggiungere un livello di soddisfazione personale. La medaglia ha dato una forte emozione.

La sua carriera è stata segnata da momenti di grande soddisfazione e di delusione. «Tutto quello che ho perso a Londra, mi è stato ridato con gli interessi. Fu un sollievo enorme anche per lui, eravamo al settimo cielo», ha ricordato, riferendosi al suo padre, che l’ha abbracciata dopo la vittoria. La vittoria ha dato un senso di appagamento.

La sua esperienza olimpica ha anche portato a riflessioni personali. «Penso di sottovalutarmi in termini olimpici: ho una buona autostima, credo di essere competente in quello che faccio ma a livello sportivo talvolta mi reputo meno bravo. Minimizzo perché credo che le mie qualità mi abbiano permesso di fare tante cose nella vita e spesso, per questo, tendo a “nascondere” l’argento», ha detto. La sua carriera è stata un mix di successi e di sfide, ma la medaglia di Rio rappresenta un momento di grande soddisfazione.