Take It Or Leave It: il making di Madness
Il documentario del 1981 di Madness, rilanciato in 4K, racconta l’ascesa del gruppo musicale britannico.
Take It Or Leave It, il documentario del 1981 che racconta l’ascesa di Madness, è stato rilanciato in 4K per cinema e DVD. Il film, realizzato da Dave Robinson e diretto con un budget limitato, ripercorre la storia del gruppo musicale britannico, uno dei più amati del pop inglese. L’opera, dimenticata all’epoca, oggi viene presentata come un documento interessante del proto-Britpop e un omaggio nostalgico a un Londra nordico degradata dall’afflusso di gentrificazione. Il film, che mostra la vita e le origini di Madness, è stato realizzato con un approccio spontaneo e informale, che ha reso il risultato unico e autentico.
Un’idea nata da un’esperienza di vita
Il documentario è nato da un’idea originale del gruppo, che voleva raccontare la propria storia attraverso un film. Robinson, direttore e fondatore della Stiff Records, ha guidato il progetto, scegliendo un approccio realista e spontaneo. Il film, realizzato con un budget limitato, è stato girato in luoghi veri, con un cast non professionista e una sceneggiatura semplificata. La scelta di non usare attori professionisti ha reso le performance più autentiche, come ha spiegato Suggs, il leader del gruppo. Abbiamo fatto tutto con un budget ridotto, ma era tutto su immaginazione e spontaneità, ha ricordato.
Un’esperienza di lavoro unica
La produzione del film ha visto il coinvolgimento diretto dei membri di Madness, che hanno raccontato le loro esperienze e le loro storie. Robinson ha incluso scene basate su fatti reali, come l’episodio in cui Suggs è temporaneamente licenziato per andare a vedere il Chelsea. Non potevamo permetterci di girare a Stamford Bridge, quindi è solo io con un cappello del Chelsea, ha spiegato Suggs. Il film ha anche mostrato la vita quotidiana del gruppo, con scene girate in locali e studi reali. La produzione ha avuto anche un momento drammatico, quando Robinson si è infortunato durante una ripresa, ma ha continuato a dirigere il film da una sedia a rotelle.
Il film ha anche svelato un lato più oscuro della vita di Madness, con riferimenti a un ambiente di violenza e a una certa propensione al crimine. Suggs ha spiegato che i membri del gruppo erano “su una scala di piccola criminalità” e avevano cresciuto in un ambiente violento. Tuttavia, il film evita di mostrare aspetti troppo oscuri, mantenendo un tono più leggero e divertente. Non abbiamo voluto esagerare con l’aspetto di artful dodger, ha detto Suggs, spiegando che il gruppo voleva mostrare la loro vera natura senza esagerare.
Oggi, il film è riconosciuto come un documento interessante del periodo in cui il pop britannico stava prendendo forma. La riedizione in 4K ha reso visibile il valore del lavoro di Madness e del loro documentario. Il film, che fu un flop commerciale all’epoca, è ora considerato un’opera perduta ma importante. Suggs ha espresso soddisfazione per il rilancio del film, che ha trovato un nuovo pubblico. È un’esperienza che abbiamo fatto con passione e senza pretese, ha detto. Il documentario, che mostra la vita di un gruppo musicale in un’epoca diversa, è un omaggio a un’epoca di Londra che è ormai scomparsa.
Il film, che fu un flop commerciale all’epoca, è ora considerato un’opera perduta ma importante. Suggs ha espresso soddisfazione per il rilancio del film, che ha trovato un nuovo pubblico. Il documentario, che mostra la vita di un gruppo musicale in un’epoca diversa, è un omaggio a un’epoca di Londra che è ormai scomparsa. La riedizione in 4K ha reso visibile il valore del lavoro di Madness e del loro documentario. Il film, che fu un flop commerciale all’epoca, è ora considerato un’opera perduta ma importante. Suggs ha espresso soddisfazione per il rilancio del film, che ha trovato un nuovo pubblico. È un’esperienza che abbiamo fatto con passione e senza pretese, ha detto. Il documentario, che mostra la vita di un gruppo musicale in un’epoca diversa, è un omaggio a un’epoca di Londra che è ormai scomparsa.
