La sepoltura con cura di Saman, il perito svela almeno due persone coinvolte

Il perito svela che almeno due persone hanno seppellito Saman, con attenzione insolita per un omicidio.

La sepoltura con cura di Saman, il perito svela almeno due persone coinvolte
La sepoltura con cura di Saman, il perito svela almeno due persone coinvolte

L’omicidio di Saman Abbas, 18 anni, avvenuto tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara, ha visto emergere nuovi elementi durante il processo in appello. L’archeologo forense Dominic Salsarola, chiamato a ricostruire la dinamica della sepoltura, ha spiegato alla Corte d’Assise d’Appello di Bologna che il corpo della ragazza non fu gettato nella fossa, ma calato con cura da almeno due persone. Questa ricostruzione ha messo in discussione il racconto di Danish Hasnain, lo zio della giovane, che aveva dichiarato che i due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq fossero stati i responsabili della sepoltura, un’ipotesi assolta in primo grado.

La sepoltura con attenzione insolita

La salma di Saman fu ritrovata il 18 novembre 2022 in un casolare abbandonato vicino alla casa di famiglia. Secondo il perito, la ragazza “giaceva supina, con il volto rivolto al cielo e le braccia disposte in modo ordinato”. Questa posizione, accompagnata da un’attenzione particolare nel calare il corpo, ha reso improbabile l’azione di un solo individuo. «La salma venne “calata, non buttata”, con un’attenzione insolita per un omicidio di questa natura», ha spiegato Salsarola, sottolineando come la posizione del corpo possa indicare la partecipazione di almeno due persone.

Il perito ha anche sottolineato che la salma fu “deposta quasi con rispetto, sebbene forse non sia la parola più adatta”. Questa ricostruzione ha sollevato dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni di Danish Hasnain, che aveva affermato che i cugini fossero stati i responsabili della sepoltura. La Corte ha quindi valutato la compatibilità del racconto di Hasnain con le analisi del perito.

Le dichiarazioni dello zio

Dopo l’audizione del perito, lo zio di Saman, Danish Hasnain, ha rilasciato alcune dichiarazioni in aula. «Quando scavavano ero presente, ma quando l’hanno sepolta non ero più lì. Mi hanno chiesto di aiutarli e io mi sono rifiutato. Ad alta voce ho detto di no, loro mi hanno detto di abbassare la voce e hanno ripreso in silenzio. Si sono allontanati con la salma e non ho visto come l’hanno sepolta», ha raccontato.

Le dichiarazioni dello zio, sebbene non confermino direttamente la partecipazione di altre persone, aggiungono un elemento di ambiguità al racconto iniziale. Il processo vede coinvolti il padre Shabbar Abbas, la madre Nazia Shaheen (che non ha partecipato all’udienza), Danish Hasnain e i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq.

È stato proprio Danish, dopo l’arresto, a rivelare il luogo in cui la nipote era stata sepolta, un fatto che ha alimentato ulteriori dibattiti durante il processo in appello. La sostituta procuratrice generale Silvia Marzocchi ha criticato aspramente la sentenza di primo grado, sottolineando l’importanza di una ricostruzione più approfondita.

La dinamica della sepoltura, con la partecipazione di almeno due persone, potrebbe rappresentare un elemento cruciale per comprendere i rapporti tra i diversi imputati e il loro coinvolgimento nell’omicidio. La posizione del corpo e l’attenzione nel calarlo suggeriscono una collaborazione tra più individui. Questi elementi potrebbero influire sulle decisioni della Corte in vista di un nuovo esame delle prove.