Sanità Calabria, il commissariamento si conclude ma dubbi restano su validità degli atti

Il ministro Schillaci conferma la fine del commissariamento, ma Italia Viva sottolinea incertezze e ipotesi di patto politico.

Ministro Schillaci annuncia fine del commissariamento, ma Italia Viva solleva dubbi su validità degli atti
Ministro Schillaci annuncia fine del commissariamento, ma Italia Viva solleva dubbi su validità degli atti

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha confermato che il commissariamento della sanità calabrese è cessato, ma la delibera del Consiglio dei ministri è ancora in attesa della registrazione da parte della Corte dei Conti. L’uscita dal commissariamento, deliberata il 22 aprile, è stata approvata in via definitiva, ma il processo non è ancora concluso. Schillaci ha spiegato che la procedura di controllo è in corso e che il visto della Corte dei Conti è previsto entro il 31 luglio. Intanto, Italia Viva ha espresso perplessità, sottolineando che la validità degli atti non è ancora del tutto chiara.

Un progresso in vista, ma i dati restano preoccupanti

Secondo il ministro, nel 2024 il punteggio complessivo della Regione Calabria è salito a 189 punti, un miglioramento significativo rispetto al passato. L’area della prevenzione è tornata sopra la soglia prevista dagli indicatori nazionali, mentre l’assistenza distrettuale resta ancora sotto i livelli richiesti. Questo recupero è stato fatto partendo da uno dei livelli più critici d’Italia ed è stato tra i più rapidi, ha osservato Schillaci. Tuttavia, i dati non indicano un completo recupero, e la situazione rimane fragile.

Italia Viva: «Nebbia fitta e dubbi sulla validità degli atti»

Il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone, ha sottolineato che le spiegazioni fornite dal ministro non hanno risolto le perplessità sull’effettiva efficacia della revoca del commissariamento. «La nebbia rimane fitta», ha detto Faraone, riferendosi alla mancanza di chiarezza sulla validità degli atti firmati a ridosso della delibera di cessazione. L’esponente politico ha anche avanzato l’ipotesi che la decisione del Governo potrebbe non essere legata esclusivamente ai miglioramenti della sanità, ma a un patto politico tra il governo e la Regione. Non vorremmo che la revoca fosse legata non a un miglioramento della situazione sanitaria bensì a un patto politico scellerato, ha sottolineato.

La Corte dei Conti, inoltre, ha espresso alcune perplessità, richiedendo ulteriori chiarimenti su come gli atti saranno adottati da Roberto Occhiuto, presidente della Regione. Faraone ha ricordato che non è ancora chiaro se Occhiuto agirà come presidente, assessore o commissario, e ha richiamato i rilievi formulati dagli organi di controllo. «L’uscita dal commissariamento dovrebbe avvenire solo dopo un effettivo miglioramento dei servizi sanitari offerti ai cittadini», ha concluso.

La Giunta regionale ha approvato il 7 luglio il nuovo Piano di rientro del Servizio sanitario regionale 2026-2028, che dovrà ora essere esaminato dal Consiglio dei ministri dopo la verifica del rispetto delle prescrizioni richieste. Schillaci ha ricordato che il piano è stato formulato sulla base di un approfondimento tecnico effettuato dal Consiglio dei ministri prima della delibera del 22 aprile. «Il piano è stato costruito su dati concreti e su indicazioni tecniche», ha spiegato il ministro. Nonostante i progressi registrati, la situazione resta complessa e la fine del commissariamento non è ancora pienamente garantita. La Corte dei Conti continuerà a monitorare la validità degli atti e la Regione dovrà dimostrare che i servizi sanitari sono realmente migliorati. Per il momento, il dibattito politico rimane aperto e le prossime mosse saranno decisive per il futuro della sanità calabrese.