Raffaele Sollecito, la sua vita dopo il processo e il lavoro nel settore IT

Raffaele Sollecito, dove vive e che lavoro fa oggi: la sua carriera in informatica e vita lontano dai media

Raffaele Sollecito, ex imputato per l’omicidio di Meredith Kercher, oggi vive una vita lontana dai riflettori e si dedica al lavoro nel settore informatica. Dopo aver lasciato definitivamente Perugia, città in cui studiava Ingegneria informatica quando la sua vita cambiò radicalmente, ha completato gli studi a Verona e ha iniziato un percorso professionale nel mondo dell’IT. Negli anni si è specializzato nel settore della sicurezza informatica e delle infrastrutture cloud, lavorando come cloud architect per aziende europee. Sollecito ha ricostruito la propria stabilità partendo esclusivamente dalle sue competenze professionali, cercando di lasciarsi alle spalle il peso mediatico del processo.

Un lavoro da remoto e una startup legata alla memoria digitale

Attualmente Sollecito lavora principalmente da remoto e avrebbe avviato anche una startup legata alla commemorazione digitale dei defunti, un progetto che unisce tecnologia e memoria online. Parallelamente si occupa di sviluppo di siti web, progettazione di videogiochi e droni, confermando una forte vocazione per il mondo informatico. Negli ultimi tempi sembrerebbe, secondo alcune fonti, che si sia stabilito a Berlino, scelta fatta sia per motivi professionali sia per migliorare il tedesco.

La sua vita è costruita intorno a un lavoro che lo tiene lontano dai media. Nonostante la nuova vita costruita lontano dai tribunali, Sollecito ha più volte ammesso che il suo nome resta inevitabilmente legato al caso Meredith Kercher. Ogni anniversario del delitto, ha spiegato, riporta l’attenzione pubblica sulla vicenda e riaccende curiosità e diffidenza.

Il rapporto con Amanda Knox e la sua vita dopo il processo

Dal caso Meredith Kercher al rapporto con Amanda Knox oggi la storia di Raffaele Sollecito resta indissolubilmente collegata all’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto il 1° novembre 2007 a Perugia. All’epoca Sollecito era il fidanzato di Amanda Knox, anche lei finita sotto accusa insieme a lui durante le indagini. I due trascorsero quasi quattro anni in carcere prima dell’assoluzione definitiva arrivata nel 2015.

Le loro vite sono ora completamente separate. Nel frattempo, l’unico colpevole riconosciuto in via definitiva per il delitto è stato Rudy Guede. Successivamente Sollecito tentò anche di ottenere un risarcimento per ingiusta detenzione, chiedendo oltre 500mila euro, ma la richiesta venne respinta dai giudici, secondo cui alcuni suoi comportamenti durante le indagini avrebbero contribuito ai sospetti nei suoi confronti.

Con Amanda Knox i rapporti oggi sarebbero molto più freddi rispetto al passato. I due si sentono sporadicamente, ma hanno intrapreso vite completamente diverse. Knox è tornata negli Stati Uniti, dove si è sposata ed è diventata madre, mentre Sollecito ha scelto una vita più discreta, cercando di esporsi il meno possibile mediaticamente. Negli anni, però, ha continuato a raccontare la propria esperienza attraverso interviste, social network e il libro Un passo fuori dalla notte, in cui ha ripercorso gli anni del carcere e della lunga battaglia giudiziaria.

La sua vita oggi è costruita intorno a un lavoro che lo tiene lontano dai media, ma il ricordo del processo e del carcere rimane un peso che non si è mai completamente sciolto. Sollecito ha scelto di vivere tra Italia e Germania, cercando di ricostruire una quotidianità stabile e lontana dal passato. La sua carriera nel settore informatico è diventata un modo per reinventarsi, ma il suo nome resterà sempre legato a un caso che ha cambiato la sua vita per sempre.