Prevenzione cardiovascolare: le priorità per un sistema più accessibile e sostenibile

Le sfide per migliorare la prevenzione cardiovascolare in Italia, con esperti che chiedono maggiore collaborazione tra ospedale e territorio.

La prevenzione cardiovascolare rappresenta una delle sfide più urgenti per il sistema sanitario italiano, con esperti che mettono in luce la necessità di un approccio più proattivo e integrato. Sedici figure di rilievo, tra rappresentanti delle istituzioni, società scientifiche, professionisti sanitari e esperti di economia della salute, hanno delineato le priorità per migliorare la gestione del rischio cardiovascolare. L’obiettivo comune è trasformare le conoscenze scientifiche in percorsi di prevenzione e cura più tempestivi, accessibili e continuativi, con un focus su diagnosi precoce, appropriatezza clinica e sostenibilità del sistema sanitario.

Prevenzione e appropriatezza clinica: il primo pilastro

La prevenzione primaria e l’appropriatezza terapeutica sono considerate fondamentali per contrastare lo sviluppo dell’aterosclerosi e delle sue complicanze. Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), sottolinea l’importanza di promuovere stili di vita salutari e, quando necessario, terapie farmacologiche. Allo stesso tempo, Alberto Corsini, presidente della Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA), evidenzia la necessità di rafforzare gli interventi prima che la malattia si manifesti, soprattutto nei pazienti con condizioni cliniche complesse. La collaborazione tra specialisti e medici di base è cruciale per garantire una gestione efficace e personalizzata.

Prossimità delle cure: il ruolo delle farmacie e della medicina territoriale

La seconda priorità riguarda la capacità di portare la prevenzione più vicino alle persone, superando un modello di assistenza che interviene soltanto quando la malattia si è già manifestata. Le farmacie, con la loro presenza capillare sul territorio, rappresentano un presidio di prossimità sempre più rilevante. Eugenio Leopardi, presidente di Federfarma Lazio, sottolinea le opportunità offerte dalla farmacia dei servizi, dalla telemedicina e dalle attività di screening per promuovere una maggiore consapevolezza del rischio cardiovascolare. Inoltre, la medicina generale e i farmacisti giocano un ruolo chiave nel favorire l’aderenza terapeutica, attraverso informazioni chiare e un rapporto di fiducia con i pazienti.

La collaborazione tra ospedale e territorio è cruciale per garantire continuità assistenziale e prevenzione tempestiva. Andrea Montagnani, presidente nazionale FADOI, evidenzia l’importanza di rafforzare la collaborazione tra ospedale e territorio, soprattutto nella fase successiva alla dimissione, attraverso percorsi di follow-up multidisciplinari. La continuità delle cure è al centro dell’intervento di Marco Ambrosetti, direttore del Dipartimento di Riabilitazione Cardiologica degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCCS di Pavia e presidente di ITACARE-P. Dopo un evento cardiovascolare, riabilitazione, monitoraggio e assistenza strutturata sono fondamentali per ridurre il rischio di nuove complicanze.

La prevenzione non dipende soltanto dalla disponibilità di servizi, ma anche dal coinvolgimento dei cittadini. Valeria Fava, responsabile del coordinamento delle politiche per la salute di Cittadinanzattiva, richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare la consapevolezza dei pazienti e di promuovere informazioni chiare e coerenti, valorizzando il rapporto di fiducia con medici di medicina generale e farmacisti per favorire l’aderenza terapeutica. A questa prospettiva si affianca quella di Massimo Giupponi, presidente di ANCI Salute Lombardia, che sottolinea l’importanza di costruire percorsi territoriali condivisi e capaci di coinvolgere anche le persone che oggi accedono ai servizi sanitari soltanto in presenza di una malattia.

Le testimonianze raccolte da Cardio Target convergono su un obiettivo comune: rendere la gestione del rischio cardiovascolare una responsabilità condivisa, nella quale ricerca, assistenza territoriale, istituzioni e cittadini possano contribuire a ridurre la distanza tra ciò che la medicina oggi rende possibile e ciò che viene effettivamente realizzato nella pratica quotidiana. La prevenzione non è più solo un tema clinico, ma una sfida che coinvolge l’intero sistema sanitario, richiedendo una collaborazione più stretta tra ospedale e territorio, una maggiore consapevolezza dei pazienti e un investimento mirato nella sostenibilità del sistema.